Trascrizione PROSPETTIVA INTERNA VS. ESTERNA
Differenze tra "vedere con i propri occhi" e "vedere come spettatore"
Nella pratica della visualizzazione, gli atleti possono adottare due punti di vista distinti.
La prospettiva interna implica vivere l'azione come se fosse eseguita in prima persona, vedendo attraverso i propri occhi. È come portare una telecamera soggettiva (GoPro) sulla testa.
D'altra parte, la prospettiva esterna consiste nel vedersi eseguire l'azione dall'esterno, come se si stesse guardando una registrazione video o si fosse uno spettatore sugli spalti. Un esempio chiaro sarebbe un saltatore in alto.
Se utilizzi una prospettiva interna, vedrai la barra avvicinarsi, il suolo allontanarsi al momento del decollo e le tue gambe passare sopra di essa.
Se utilizzi una prospettiva esterna, ti "vedrai" correre lungo la pista, inarcare la schiena sopra l'asta e cadere sul tappeto, osservando la tecnica del tuo corpo nello spazio.
Entrambe le prospettive sono valide, ma servono a scopi diversi: quella interna tende a favorire la sensazione cinestetica e il "timing", mentre quella esterna è utile per correggere la forma e l'allineamento del corpo.
Preferenze individuali e questionari di valutazione (VMIQ)
Non tutti gli atleti hanno la stessa facilità nel generare immagini in una o nell'altra prospettiva.
Alcuni hanno una naturale preferenza per la visualizzazione esterna ("vedersi in TV"), mentre altri si connettono meglio con quella interna.
Per determinare questa preferenza e la capacità di immaginazione dell'atleta, vengono utilizzati strumenti standardizzati come il Questionario di Immaginazione del Movimento Visivo (VMIQ).
È importante sottolineare che gli atleti d'élite tendono ad avere una maggiore preferenza e capacità per la prospettiva cinestetica (associata a quella interna), poiché consente loro di "sentire" il movimento, la tensione muscolare e le emozioni della competizione in modo più vivido. Tuttavia, non esiste un modo "corretto" universale.
Un pattinatore artistico potrebbe trarre vantaggio dalla prospettiva esterna per valutare l'estetica delle sue piroette, mentre un tiratore olimpico avrebbe bisogno quasi esclusivamente di quella interna per allineare il mirino.
Lo psicologo deve valutare queste preferenze per adattare i programmi di allenamento.
Riepilogo
Esistono due approcci visivi distinti: la prospettiva interna e quella esterna. Quella interna implica vivere l'azione in prima persona, mentre quella esterna osserva l'esecuzione come se fosse uno spettatore.
Ogni prospettiva svolge una funzione diversa nell'allenamento mentale. La visione interna favorisce la connessione cinestetica e il "timing", mentre quella esterna è più utile per correggere l'allineamento tecnico.
Sebbene gli atleti d'élite tendano a preferire quella interna per "sentire" il movimento, non esiste un unico modo corretto. È fondamentale valutare le preferenze individuali tramite questionari per adattare i programmi di allenamento.
prospettiva interna vs esterna