Trascrizione L'EFFETTO IRONICO NELLO SPORT
Perché cercare di sopprimere un pensiero ne aumenta la frequenza
L'"effetto ironico" descrive il fenomeno psicologico per cui il tentativo deliberato di sopprimere un pensiero o evitare un errore rende più probabile che esso si verifichi.
Questo accade perché la mente opera con due processi: uno operativo (che cerca ciò che vogliamo fare) e uno di monitoraggio (che scansiona alla ricerca dell'errore per evitarlo).
Sotto carico cognitivo o stress, il processo operativo fallisce, ma quello di monitoraggio rimane attivo, portando alla coscienza proprio ciò che si vuole evitare.
Un classico esempio al di fuori dello sport è la sfida di "non pensare a un limone giallo"; lo sforzo di non farlo evoca l'immagine.
Nello sport, se un giocatore di pallavolo si prepara al servizio e ripete mentalmente "non servire contro la rete", il suo processo di monitoraggio è costantemente alla ricerca della rete.
A causa dell'ansia, questo pensiero diventa dominante ("rete, rete, rete") e il corpo tende a seguire dove è diretta l'attenzione, con il risultato ironico di un servizio diretto alla rete che si cercava di evitare.
Strategie per gestire i pensieri intrusivi
Per combattere l'effetto ironico, la strategia non deve essere la soppressione ("non pensare all'errore"), ma la sostituzione con un approccio positivo e prescrittivo. Il cervello deve essere istruito su cosa fare invece che su cosa non fare.
Questo occupa lo spazio mentale operativo con istruzioni funzionali, spostando l'attenzione dai pericoli alle soluzioni.
Seguendo l'esempio precedente, invece di pensare "non cadere" o "non toccare l'ostacolo", un ciclista di mountain bike dovrebbe riformulare il suo dialogo interno in "mantieni la traiettoria" o "guarda l'uscita dalla curva".
Riempiendo la coscienza con l'istruzione della traiettoria desiderata, si elimina lo spazio affinché il processo di monitoraggio saboti l'esecuzione con immagini di cadute o errori.
Riepilogo
L'effetto ironico descrive come il tentativo di sopprimere un pensiero aumenti la probabilità che esso si verifichi. Sforzandosi di evitare un errore specifico, la mente lo porta paradossalmente in primo piano nella coscienza.
Questo accade perché il processo mentale di monitoraggio scansiona continuamente alla ricerca dell'errore. Sotto stress, questo pensiero negativo diventa dominante, guidando involontariamente il corpo a commettere l'errore che si voleva evitare.
Per combatterlo, la soppressione deve essere sostituita da istruzioni prescrittive positive. Concentrare la mente su cosa fare esattamente, piuttosto che su cosa non fare, occupa lo spazio mentale con soluzioni funzionali ed efficaci.
leffetto ironico nello sport