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AMBIENTI DI APPRENDIMENTO FACILITATORI

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Trascrizione AMBIENTI DI APPRENDIMENTO FACILITATORI


Equilibrio tra sfida e abilità per mantenere il divertimento

Affinché un ambiente sportivo sia psicologicamente sano e promuova lo sviluppo, deve esserci un equilibrio dinamico tra il livello di abilità del bambino e la sfida che gli viene presentata.

Se la sfida è troppo bassa rispetto alle sue capacità, subentra la noia; se è troppo alta, subentra l'ansia.

Il divertimento ottimale (stato di flusso) si trova nel canale intermedio in cui il bambino si sente stimolato ma capace. Un allenatore di pallavolo di base deve calibrare attentamente questo aspetto.

Se fa provare a un gruppo di principianti dei colpi complessi con una rete alta, genererà frustrazione e senso di incompetenza (ansia).

Se, al contrario, fa fare ai giocatori avanzati solo passaggi di base con le dita per mesi, perderanno interesse (noia).

L'arte dell'allenamento consiste nel regolare l'altezza della rete o la complessità dell'esercizio in modo che ogni bambino si trovi nella sua "zona di stretching", dove il successo è possibile con lo sforzo, mantenendo così alta la motivazione.

Evitare l'"hot housing" (pressione prematura)

Il concetto di "hot housing" (effetto serra) si riferisce alla pratica di sottoporre i bambini a un allenamento intensivo e specializzato troppo presto, con una pressione eccessiva da parte degli adulti per ottenere un successo rapido.

Sebbene ciò possa produrre risultati tecnici a breve termine, spesso porta a esaurimento (burnout), lesioni da uso eccessivo e un'identità unidimensionale fragile.

Genitori e allenatori dovrebbero evitare di trattare i giovani come "mini-professionisti".

Un esempio potrebbe essere un bambino di 9 anni in un'accademia di tennis che si allena sei giorni alla settimana, con una dieta rigorosa e analisi video quotidiane, con la premessa che "deve vincere per essere il migliore".

Questo approccio "a pressione" ignora le esigenze di sviluppo dei bambini, come il gioco libero e la socializzazione diversificata.

Invece di coltivare una passione duratura, si forza una maturazione sportiva artificiale che spesso crolla nell'adolescenza, quando il bambino rivendica la sua infanzia perduta o non riesce più a so


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