Trascrizione Evoluzione verso il concetto di organizzazione
Transizione dalla psicologia industriale a quella organizzativa
All'inizio, la disciplina era denominata psicologia industriale perché il suo campo d'azione principale erano le fabbriche e i processi di produzione di massa derivati dalla rivoluzione industriale.
L'attenzione era rivolta quasi esclusivamente all'efficienza della macchina umana e all'ottimizzazione dei tempi di lavoro.
Tuttavia, man mano che lo studio delle relazioni umane acquisiva importanza, divenne evidente che un'azienda è, prima di tutto, un'organizzazione sociale complessa.
Questo cambiamento di paradigma ha permesso di riconoscere che le scoperte psicologiche erano applicabili a qualsiasi unità coordinata di due o più persone che perseguono un obiettivo comune, sia che si tratti di un piccolo negozio o di un grande ospedale.
Così, il termine si è evoluto in "psicologia organizzativa", riflettendo un maggiore interesse per i fenomeni psicologici interni e l'impatto che i processi istituzionali esercitano sull'essere umano.
Validità dei modelli classici nella gestione attuale
Nonostante il passare dei decenni, molte scoperte fatte nella prima metà del XX secolo mantengono una sorprendente validità nel mondo del lavoro moderno.
Ricerche fondamentali hanno dimostrato che il rendimento di un team non dipende solo dalle sue capacità fisiche, ma anche dalle sue aspettative e dal clima sociale prevalente.
È stato scoperto che il gruppo ha un potere fondamentale nel motivare o demotivare i suoi membri, condizionando direttamente la produzione.
Queste conclusioni, che oggi sembrano ovvie, furono rivoluzionarie in quanto demistificarono l'idea che l'unico motore del lavoratore fosse l'incentivo economico.
Attualmente, la gestione del talento continua a utilizzare queste basi per promuovere la coesione dei team e il senso di appartenenza come strumenti principali di produttività.
Il profilo dello psicologo organizzativo oggi
Il ruolo del professionista attuale è molto più ampio del semplice reclutamento e selezione del personale.
Uno psicologo in questo ambiente deve possedere un'elevata capacità empatica e abilità comunicative per influenzare positivamente il clima interno dell'azienda.
La sua funzione spazia dalla diagnosi dei comportamenti al controllo e alla gestione del talento umano per generare valore nel marchio.
Oltre ai tradizionali compiti di analisi dei ruoli e formazione, lo specialista moderno deve essere aggiornato su tendenze quali il marketing dei consumatori e la psicologia di mercato, comprendendo come il messaggio aziendale influisca sia internamente che esternamente.
Il segreto professionale e l'etica incrollabile sono i pilastri che gli consentono di agire come mediatore di fiducia in situazioni di crisi o conflitti di interesse all'interno della gerarchia aziendale.
Sommario
Inizialmente denominata psicologia industriale per la sua origine nelle fabbriche, la disciplina si è evoluta riconoscendo che qualsiasi unità coordinata di persone costituisce un'organizzazione sociale complessa con esigenze psicologiche interne.
I modelli classici mantengono la loro validità dimostrando che il rendimento dipende dal clima sociale e dalle aspettative di gruppo, sfatando il mito che l'incentivo economico sia l'unico motore del comportamento lavorativo.
Il profilo dello psicologo attuale è ampio e richiede empatia ed etica per gestire il talento, diagnosticare i comportamenti e agire come mediatore strategico che genera valore umano all'interno del marchio.
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