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La genesi del narcisismo nell'infanzia

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Trascrizione La genesi del narcisismo nell'infanzia


L'età critica degli 8 anni e l'autopercezione

La ricerca psicologica ha identificato una tappa temporale cruciale nello sviluppo della personalità: gli 8 anni.

Intorno a questa età, la mente infantile acquisisce la capacità cognitiva di valutare il proprio valore rispetto agli altri.

Prima di questo momento, i bambini tendono ad avere una visione idealizzata e uniformemente positiva di sé stessi; tuttavia, a partire dagli otto anni, iniziano a integrare il feedback sociale per determinare se sono "simpatici" o "preziosi".

È in questa fase che il narcisismo inizia a essere misurabile. Il bambino inizia a essere altamente motivato a proteggere la propria immagine di sé, diventando vulnerabile alla vergogna e all'umiliazione.

Cominciano a utilizzare strategie di "gestione dell'impressione" per influenzare il modo in cui vengono visti dagli adulti e dai loro coetanei.

Se l'ambiente non gestisce adeguatamente questa transizione, il naturale desiderio di essere apprezzati può distorcersi in un bisogno patologico di validazione esterna, gettando le basi della struttura narcisistica.

Sopravvalutazione dei genitori vs. ostilità come cause

Esistono due percorsi principali nell'educazione che portano al narcisismo, e sono diametralmente opposti.

Il primo è la sopravvalutazione dei genitori. Quando i genitori trattano il proprio figlio come un essere "speciale", superiore e con più diritti rispetto al resto dei mortali, il bambino interiorizza questa grandiosità.

Non imparano che sono preziosi in quanto esseri umani (autostima), ma credono di essere migliori degli altri (narcisismo).

Il secondo percorso è l'ostilità e la freddezza. Un ambiente critico, dove l'affetto è scarso e la disapprovazione costante, genera nel bambino un profondo senso di inadeguatezza.

Per sopravvivere psicologicamente a questa svalutazione, il minore può sviluppare un "narcisismo compensatorio", gonfiando artificialmente il proprio ego e cercando disperatamente l'ammirazione esterna per colmare il vuoto d'amore e la sensazione di difetto interiore. In entrambi i casi, il risultato è una disconnessione dal


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