Trascrizione Disturbo schizotipico di personalità
Criteri diagnostici: deficit sociali e distorsioni cognitive
Il disturbo schizotipico è definito da un modello generalizzato di deficit sociali e interpersonali caratterizzati da un forte disagio e da una ridotta capacità di instaurare relazioni strette, accompagnati da distorsioni cognitive ed eccentricità comportamentali.
A differenza dello schizoide, qui c'è una sofferenza attiva per l'interazione e una notevole presenza di "pensiero magico" o credenze strane che non sono in linea con le norme subculturali. Per la diagnosi, devono essere soddisfatti cinque o più criteri.
Questi includono idee di riferimento (credere che eventi causali abbiano un significato speciale per sé), anche se senza la convinzione delirante assoluta.
Presentano esperienze percettive insolite, come sentire presenze o avere illusioni corporee.
Il loro pensiero e il loro discorso sono strani: possono essere vaghi, metaforici o eccessivamente elaborati, senza però diventare incoerenti.
La sospettosità o l'ideazione paranoica sono comuni, così come un affetto inappropriato o costretto (ad esempio, ridere in momenti seri o mostrarsi rigidi).
Il loro aspetto può essere eccentrico o trasandato e spesso provano un'ansia sociale eccessiva che non diminuisce con la familiarità, associata a timori paranoici piuttosto che a giudizi negativi su se stessi.
Collegamento con la schizofrenia e sottotipi
Questo disturbo è considerato parte dello "spettro della schizofrenia", con cui condivide una base genetica e fenomenologica.
Esiste una maggiore preva lenza tra i parenti biologici di primo grado delle persone affette da schizofrenia, il che rafforza l'ipotesi di una vulnerabilità condivisa.
Tuttavia, la maggior parte degli individui con questo disturbo non sviluppa la schizofrenia completa; il suo decorso è relativamente stabile nel corso della vita.
Sebbene il DSM non li includa ufficialmente, teorici come Theodore Millon hanno proposto dei sottotipi per sfumare la presentazione clinica.
Lo "schizotipico insipido" è caratterizzato da distacco passivo, indifferenza e mente vaga, mentre lo "schizotipico timido" (timorous) presenta un distacco attivo, segnato da apprensione, vigilanza e costante sospettosità difensiva.
Queste distinzioni aiutano a capire se il paziente si ritira per mancanza di energia psichica o per una paura attiva e distorta dell'ambiente circostante.
Trattamento cognitivo-comportamentale e farmacologico
L'intervento terapeutico affronta sfide significative a causa della difficoltà di stabilire un rapporto; l'intimità tende ad aumentare l'ansia e la diffidenza del paziente.
La terapia cognitivo-comportamentale è orientata all'insegnamento delle abilità sociali di base, alla gestione dello stress e alla verifica della realtà per le sue distorsioni cognitive.
È fondamentale uno stile terapeutico strutturato, chiaro e non conflittuale, che convalidi le esperienze del paziente ma offra spiegazioni alternative alle sue interpretazioni magiche.
A livello farmacologico, sebbene non esista una cura, vengono utilizzati antipsicotici atipici a basse dosi per gestire i sintomi quasi psicotici, l'ansia e la disorganizzazione cognitiva, particolarmente efficaci a breve termine.
Gli antidepressivi possono essere utili anche in caso di comorbilità con depressione maggiore, frequente in questo gruppo.
La riabilitazione psicosociale, incentrata sull'igiene, la ricerca di un lavoro e le routine quotidiane, è un pilastro essenziale per migliorare la loro funzionalità quotidiana.
Sommario
Il disturbo schizotipico combina deficit sociali marcati con distorsioni cognitive ed eccentricità. Queste persone provano un forte disagio nelle relazioni e presentano un "pensiero magico" o credenze strane che si discostano dalle norme culturali.
I sintomi includono idee di riferimento, esperienze percettive insolite e un discorso vago o metaforico. L'ansia sociale è eccessiva e paranoica, spesso accompagnata da un aspetto peculiare o trasandato.
Considerato parte dello spettro della schizofrenia, condivide la vulnerabilità genetica. Il trattamento combina la terapia cognitivo-comportamentale per gestire le distorsioni e antipsicotici a basse dosi per controllare l'ansia e i sintomi quasi psicotici.
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