Trascrizione Disturbo schizoide di personalità
Criteri diagnostici: distacco sociale e restrizione emotiva
Questo disturbo è caratterizzato da un modello generalizzato di distacco nelle relazioni sociali e da una gamma molto limitata di espressioni emotive nei contesti interpersonali.
A differenza dell'ansia sociale, dove c'è un desiderio di connessione frustrato dalla paura, la persona con disturbo schizoide dimostra una fondamentale mancanza di interesse nel relazionarsi. Non desidera né gode dell'intimità, compreso il far parte di una famiglia.
Preferiscono sistematicamente attività solitarie; immaginiamo un archivista che sceglie di lavorare nel seminterrato di un museo per evitare di interagire con i colleghi o il pubblico, trovando soddisfazione solo nella solitudine del suo lavoro. La diagnosi richiede la presenza di quattro o più sintomi specifici.
Questi individui mostrano scarso o nessun interesse per le esperienze sessuali condivise e provano piacere in pochissime attività, se non nessuna.
Sono privi di amici intimi o confidenti al di fuori dei loro parenti di primo grado e, in modo notevole, sembrano indifferenti sia alle lodi che alle critiche degli altri.
Il loro comportamento esteriore è percepito come emotivamente freddo, distante o affaticato, mostrando un'incapacità di esprimere rabbia o gioia anche in situazioni provocatorie.
Differenziazione da altri disturbi e uso della fantasia
È fondamentale distinguerlo da altri quadri clinici. Anche se possono sembrare simili a prima vista, il disturbo schizoide differisce dal disturbo evitante nella motivazione: l'evitante desidera le relazioni ma teme il rifiuto, mentre lo schizoide è genuinamente indifferente.
Rispetto al disturbo schizotipico, lo schizoide non presenta le distorsioni cognitive o percettive (pensiero magico, eccentricità) tipiche di quest'ultimo; la sua "stranezza" risiede nella solitudine, non nel contenuto del suo pensiero. Un meccanismo di difesa caratteristico è la "fantasia schizoide".
Poiché il mondo reale e le interazioni umane sono per loro invasive o vuote, possono rifugiarsi in un mondo interiore ricco e complesso.
Questa fantasia agisce come una relazione "per procura", consentendo loro di sperimentare una forma di connessione sicura e controllata dove non esistono le richieste emotive degli altri reali.
Questo può portare gli osservatori esterni a percepire le loro vite come prive di direzione, quando in realtà possono avere una vita interiore molto attiva, anche se scollegata dalla realtà sociale.
Strategie di intervento e formazione nelle abilità sociali
Il trattamento è complesso a causa della mancanza di motivazione intrinseca del paziente a cambiare il proprio stile di vita solitario; generalmente ricorrono alla terapia per comorbilità come la depressione o lo stress lavorativo. Il terapeuta deve adeguare le proprie aspettative, poiché una "cura" totale è improbabile.
L'approccio iniziale è solitamente individuale, rispettando il loro bisogno di distanza ed evitando un'eccessiva intrusione emotiva.
Le tecniche cognitivo-comportamentali si concentrano sull'allenamento delle abilità sociali e sulla modifica delle convinzioni disfunzionali sull'inutilità delle relazioni.
L'obiettivo è che il paziente provi emozioni positive e impari a identificare le proprie, superando la frequente alessitimia.
Nelle fasi avanzate, la terapia di gruppo può essere utile per praticare le interazioni in un ambiente sicuro, anche se questa deve essere introdotta con cautela.
L'inclusione in attività comunitarie o centri sociali di basso profilo può aiutare a ridurre l'isolamento senza imporre richieste sociali opprimenti.
Sommario
Questo disturbo è definito da un distacco generalizzato nelle relazioni sociali e da una marcata restrizione emotiva. A differenza della timidezza, c'è una fondamentale mancanza di interesse o piacere nell'intimità.
Preferiscono sistematicamente attività solitarie e mostrano indifferenza nei confronti di complimenti o critiche. Spesso si ritirano in un mondo interiore di fantasia per sperimentare una connessione sicura senza le richieste emotive della realtà.
L'intervento terapeutico è complesso a causa della scarsa motivazione del paziente. L'approccio si concentra sull'allenamento delle abilità sociali e sulla modifica delle convinzioni, rispettando il loro bisogno di distanza emotiva.
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