Trascrizione Disturbo antisociale di personalità (DAP)
Criteri diagnostici: disprezzo per i diritti altrui e inganno
Il disturbo antisociale di personalità è definito clinicamente da un modello dominante di disattenzione e violazione dei diritti altrui.
Per la diagnosi, questo comportamento deve essere persistente e manifestarsi attraverso atti che sono motivo di arresto o che sfidano le norme sociali.
Non si tratta semplicemente di ribellione; il nucleo del disturbo comprende la disonestà ricorrente, come l'uso di identità false o la truffa sistematica per guadagno personale o per puro piacere.
L'impulsività e l'incapacità di pianificare il futuro sono tratti distintivi, che spesso portano a cambiamenti improvvisi di residenza o di lavoro senza alcuna previsione.
L'irritabilità e l'aggressività sono frequenti e si manifestano in risse fisiche ricorrenti o aggressioni.
C'è una sconsiderata incuria per la propria sicurezza o quella degli altri; immaginiamo qualcuno che manovra macchinari pesanti sotto l'effetto dell'alcol senza curarsi del rischio per i propri colleghi.
La costante irresponsabilità è un altro pilastro, visibile nella ripetuta incapacità di mantenere un comportamento lavorativo coerente o di adempiere agli obblighi economici.
Infine, la caratteristica più agghiacciante è l'assenza di rimorso: l'individuo razionalizza il fatto di aver danneggiato, maltrattato o derubato gli altri, mostrando una totale indifferenza verso la sofferenza delle sue vittime.
Il requisito del Disturbo di Comportamento Precedente
Un criterio differenziale e obbligatorio per questa diagnosi è l'età e la storia precedente. L'individuo deve avere almeno 18 anni per essere diagnosticato con TAP.
Tuttavia, la patologia non insorge spontaneamente nell'età adulta; è indispensabile che vi siano prove di un disturbo comportamentale con esordio prima dei 15 anni.
Questo disturbo infantile è caratterizzato da aggressività verso persone o animali, distruzione di proprietà, frode o furto e grave violazione delle norme.
Se un adulto presenta comportamenti antisociali ma non ha avuto precedenti penali o aggressivi durante l'infanzia o la prima adolescenza, la diagnosi di TAP non sarebbe tecnicamente corretta e sarebbe necessario esplorare altre cause.
Intervento terapeutico e prognosi
Il trattamento del TAP è notoriamente difficile perché questi pazienti raramente cercano aiuto volontariamente; di solito arrivano in terapia per ordine del tribunale. Mancano di introspezione e non vedono le loro azioni come problematiche.
L'approccio terapeutico non deve essere punitivo, ma deve stabilire limiti estremamente chiari e rigidi sin dall'inizio, specificando le conseguenze del mancato raggiungimento degli obiettivi.
La terapia di gruppo può essere utile in ambienti controllati (come le carceri), dove i pari possono contrastare le manipolazioni.
La prognosi è riservata, anche se è stato osservato che i comportamenti criminali flagranti possono diminuire con l'età, specialmente a partire dalla quarta decade di vita.
Sommario
Questo disturbo è definito da un modello persistente di disprezzo per i diritti altrui, inganno e mancanza di rimorso. Agiscono in modo impulsivo, senza pianificare il futuro, mostrando totale indifferenza per la sofferenza causata.
Un requisito diagnostico fondamentale è l'evidenza di un disturbo comportamentale prima dei 15 anni. La patologia non insorge spontaneamente in età adulta, ma richiede una storia precoce di aggressività o frode.
Il trattamento è notoriamente difficile perché mancano di introspezione e spesso si rivolgono al medico per ordine del tribunale. L'approccio terapeutico si basa su limiti rigidi, anche se la prognosi è riservata fino alla mezza età.
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