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Il modello del conflitto

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Trascrizione Il modello del conflitto


L'anatomia della reazione e il momento decisivo

Per navigare nelle acque turbolente dei disaccordi coniugali, è fondamentale comprendere i meccanismi interni di come elaboriamo gli eventi stressanti.

Il "Modello del Conflitto" ci offre una mappa dettagliata di ciò che accade in pochi millisecondi nella nostra psiche. Tutto inizia con un "evento scatenante".

Immaginiamo, ad esempio, che uno dei membri della coppia spenda una somma considerevole di denaro per un capriccio personale senza consultare l'altro, incidendo sul bilancio familiare.

Questo fatto oggettivo non è il conflitto in sé, ma la scintilla. Immediatamente, questo evento passa attraverso il filtro dei nostri "pensieri".

È qui che gli attribuiamo un significato: "Perché l'ha fatto? Non rispetta il nostro impegno comune? È un atto di puro egoismo".

Queste narrazioni interne, spesso automatiche e inconsce, sono il vero combustibile dell'incendio. Ai pensieri seguono inevitabilmente i "sentimenti".

Se l'interpretazione mentale è stata di mancanza di rispetto, l'emozione risultante sarà rabbia, tradimento o paura finanziaria.

È qui che arriviamo al punto critico del modello: il "Momento della Scelta". Si tratta di un istante di consapevolezza, spesso fugace, in cui abbiamo il potere di decidere la nostra linea di condotta.

La maggior parte delle persone, per mancanza di allenamento emotivo, salta questa pausa e passa direttamente alla "reazione", spinta dall'amigdala cerebrale.

Tuttavia, fermarsi su questa soglia è ciò che distingue una lite distruttiva da una conversazione costruttiva.

In questo spazio di libertà, si decide se agire in base ai propri valori e all'amore, o se lasciarsi rapire dall'impulso di protezione e attacco.

Cicli di indebolimento vs. Cicli di rafforzamento

A seconda di ciò che facciamo in quel "Momento di Scelta", l'interazione prenderà una delle due strade divergenti.

Se agiamo sulla base di supposizioni fondate sulla paura (come "se non urlo, non mi ascolteranno" o "finirà male"), entreremo nel "Ciclo di comportamento indebolente".

Qui ricorriamo a stili di comunicazione difensivi: dominiamo attaccando, evitiamo fuggendo o ci adagiamo nel risentimento.

Questo genera modelli tossici come l'escalation dell'aggressività o il silenzio punitivo, con conseguente perdita di fiducia, ferite emotive e problemi irrisolti.

È una profezia che si autoavvera, in cui la paura del conflitto genera, appunto, un conflitto distruttivo.

Al contrario, se in quel momento di pausa scegliamo di respirare e attivare supposizioni basate sulla fiducia (come "il mio partner mi ama e possiamo risolvere la situazione" o "la sua intenzione non era quella di ferirmi"), entriamo nel "Ciclo di Comportamento Rafforzante".

Questa scelta consapevole ci porta alla collaborazione. Invece di incolpare, cerchiamo di capire; invece di vincere, cerchiamo di connetterci.

Il risultato di questo percorso è la sicurezza emotiva, la buona volontà e soluzioni sinergiche.

Cambiare la narrativa interna da una basata sulla paura a una basata sulla fiducia è l'interruttore principale che ci permette di rispondere con maturità invece di reagire con immaturità, trasformando un potenziale disastro in un'opportunità di unione.

SINTESI

Il conflitto non nasce dall'evento esterno, ma dall'interpretazione mentale che scatena emozioni intense, portandoci a un momento cruciale in cui possiamo scegliere di reagire impulsivamente o di rispondere consapevolmente.

Se agiamo sulla base della paura e della difesa, entriamo in un ciclo distruttivo che indebolisce la relazione, perpetuando modelli tossici di attacco o evasione che impediscono qualsiasi risoluzione reale.

Scegliendo supposizioni basate sulla fiducia durante la pausa riflessiva, attiviamo un ciclo di rafforzamento che promuove la collaborazione e la sicurezza, trasformando la crisi in un'opportunità di connessione.


il modello del conflitto

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