Reato di tratta di esseri umani rispetto al traffico illecito di migranti

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Trascrizione  Reato di tratta di esseri umani rispetto al traffico illecito di migranti


Natura giuridica e bene giuridico protetto

La distinzione tra il reato di tratta di esseri umani e il traffico clandestino di migranti risiede essenzialmente nella natura del bene giuridico protetto.

La tratta rappresenta una violazione sistematica dei diritti umani e della dignità delle persone, trasformando l’individuo in un oggetto di commercio e di sfruttamento.

Da parte sua, il traffico illecito si configura come una violazione amministrativa e penale diretta contro la sovranità dello Stato e la regolamentazione dei flussi migratori alle frontiere territoriali.

Nella tratta, il soggetto passivo è una vittima che subisce una grave lesione della propria libertà personale, della propria integrità fisica e della propria integrità sessuale attraverso la sottomissione.

Al contrario, nel traffico di migranti, il bene tutelato dall’ordinamento penale è il controllo migratorio statale, in quanto si ritiene che la persona che stipula il contratto abbia partecipato a una transazione commerciale illegale per attraversare irregolarmente un determinato confine geografico internazionale ufficiale.

Elementi del reato e territorialità

Per quanto riguarda gli elementi del reato, esistono differenze fondamentali in relazione alla territorialità, al consenso e allo sfruttamento.

La tratta di esseri umani non richiede l’attraversamento di frontiere internazionali; può essere perpetrata all’interno dello stesso territorio nazionale, regionale o locale.

Il traffico illecito, invece, richiede necessariamente la violazione dei confini.

Allo stesso modo, il consenso nella tratta è irrilevante o nullo a causa del ricorso alla coercizione, all’inganno, alla forza o all’abuso di situazioni di vulnerabilità.

Al contrario, nel traffico di migranti, il migrante di solito acconsente volontariamente al trasferimento, pagando per un servizio illegale.

Infine, l’elemento teleologico segna una distinzione cruciale: la tratta persegue lo sfruttamento continuativo della vittima in ambito sessuale, lavorativo o di servitù, mentre il traffico si conclude definitivamente con l’arrivo del soggetto alla destinazione concordata, ponendo fine al rapporto tra il facilitatore e il migrante senza alcuna pretesa successiva di asservimento, estorsione o prigionia permanente.

Assistenza istituzionale e non criminalizzazione

Le implicazioni in termini di assistenza e la risposta istituzionale di fronte a entrambi i fenomeni devono essere strutturate secondo criteri differenziati.

Le vittime della tratta necessitano di una protezione integrale, di assistenza psicologica, medica e legale e di un rifugio sicuro, senza che la loro situazione amministrativa irregolare costituisca motivo di espulsione o sanzione penale.

Al contrario, i soggetti oggetto di traffico illecito possono essere sottoposti a procedure di rimpatrio o espulsione secondo la normativa in materia di stranieri, pur dovendo essere sempre garantiti i loro diritti fondamentali.

È frequente che situazioni iniziali di traffico si trasformino in tratta quando i facilitatori ricorrono alla forza, alla trattenuta di documenti, all’estorsione o a debiti fraudolenti per sfruttare le persone.

Per questo motivo, le squadre di intervento devono essere formate per identificare gli indicatori di asservim


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