Quadro metodologico della ricerca-azione nella pratica pedagogica

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Trascrizione  Quadro metodologico della ricerca-azione nella pratica pedagogica


Origine e fondamenti dell’approccio partecipativo

La ricerca-azione nasce nel contesto educativo come alternativa epistemologica alle limitazioni dei metodi tradizionali di indagine, che non riuscivano a trasformare positivamente i processi sociali né a rispondere alle reali esigenze degli individui.

Questo paradigma metodologico pone al centro della propria attenzione la riflessione sistematica sulla pratica pedagogica stessa, orientandosi alla comprensione e al miglioramento dei processi didattici nei diversi contesti scolastici specifici.

La sua natura è profondamente collaborativa e partecipativa, coinvolgendo attivamente docenti, orientatori e studenti in un lavoro di squadra che trasforma l’aula in uno spazio riflessivo e interattivo.

Attraverso questa dinamica di ricerca, gli stessi attori e dirigenti scolastici assumono un ruolo di guida nell’analisi delle loro problematiche reali e nella costruzione collettiva di soluzioni efficaci, collegando il sapere teorico alla trasformazione pedagogica della realtà istituzionale.

Orientamento educativo e intervento socio-affettivo

Nel quadro di questo modello, l’orientamento educativo è concepito come una disciplina della pedagogia volta a rafforzare lo sviluppo socio-affettivo dello studente.

La funzione del consulente comprende due aspetti fondamentali: la dimensione psicologica e quella pedagogica.

L’aspetto psicologico mira a salvaguardare l’integrità fisica, emotiva e spirituale degli studenti, promuovendo atteggiamenti di responsabilità, rispetto reciproco, convivenza pacifica e partecipazione sociale.

D’altra parte, l’aspetto pedagogico si concretizza nella pianificazione, nell’attuazione e nell’applicazione di proposte educative strutturate.

Integrando la ricerca-azione nell’ambito socio-affettivo, il processo di orientamento affronta direttamente i bisogni affettivi, le motivazioni personali, i conflitti identitari e i processi di adattamento della personalità nel contesto comunitario, consentendo ai giovani di costruire una visione riflessiva e consapevole della propria dimensione personale e dell’esercizio delle loro decisioni future.

Fasi metodologiche: diagnosi e laboratorio pedagogico

L’attuazione di questo paradigma si concretizza in due fasi intrecciate: la ricerca diagnostica e l’applicazione di laboratori socio-educativi.

La diagnosi situazionale iniziale utilizza questionari analitici che combinano domande chiuse e aperte, consentendo di esplorare dati personali, opinioni, esperienze e preoccupazioni relative all’esercizio consapevole della sessualità.

Sulla base dei risultati raccolti, viene progettato un laboratorio pedagogico partecipativo strutturato in sessioni tematiche.

Questa modalità di lavoro in laboratorio promuove il principio dell’apprendimento attraverso la pratica, grazie a un clima ludico, dinamiche di gruppo, analisi di casi e discussioni guidate.

Le attività consentono di chiarire dubbi, smantellare pregiudizi socioculturali e rafforzare la prevenzione nei confronti delle gravidanze non pianificate e delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Infine, la valutazione continua e il feedback costante dura


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