Modello sociale della disabilità e diritti sessuali secondo la Convenzione delle Nazioni U

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.
Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione  Modello sociale della disabilità e diritti sessuali secondo la Convenzione delle Nazioni U


Cambiamento di paradigma verso il modello sociale

Il fondamento pedagogico dell’affettività nella diversità funzionale richiede una transizione concettuale definitiva dal modello medico-assistenziale alla prospettiva del modello sociale.

Mentre l’approccio tradizionale affrontava la disabilità dal punto di vista della patologia, dell’infantilizzazione e della necessità di tutela, l’approccio contemporaneo sostiene che le limitazioni reali siano il prodotto delle barriere fisiche, attitudinali e comunicative imposte dalla struttura sociale.

In questo contesto, la sessualità cessa di essere concepita come un rischio biologico o un problema comportamentale per essere riconosciuta come una dimensione intrinseca, sana e preziosa della condizione umana nella sua interezza.

Le persone con diversità funzionale vengono riaffermate come soggetti di diritto pienamente in grado di esercitare la propria autodeterminazione, esplorare la propria corporeità, sperimentare l’erotismo e gestire la propria vita affettiva in totale autonomia, richiedendo sostegni specifici anziché divieti o tutele protettive che violino o limitino le loro libertà fondamentali.

La Convenzione delle Nazioni Unite e i diritti sessuali

Il fondamento normativo internazionale di questa prospettiva emancipatoria si trova nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti di questa collettività.

Questo quadro giuridico vincolante impegna le istituzioni a garantire la salute sessuale e riproduttiva, l’intimità e il processo decisionale autonomo senza interferenze esterne.

Le sue clausole tutelano espressamente la facoltà di instaurare relazioni affettive, formare una famiglia, preservare la fertilità e accedere alla maternità o alla paternità con gli ausili funzionali necessari.

Allo stesso modo, la normativa internazionale vieta categoricamente qualsiasi pratica abusiva che leda l’integrità fisica, quali le sterilizzazioni forzate, la contraccezione imposta o i trattamenti farmacologici volti a sopprimere la libido.

L’intervento educativo deve, pertanto, fornire alle persone le conoscenze relative a queste garanzie giuridiche affinché possano esigerne l’effettivo rispetto e difendersi da qualsiasi violazione o coercizione istituzionale o familiare all’interno dei loro contesti quotidiani.

Demistificazione e accessibilità nell’erotismo

Il pieno esercizio dell’erotismo richiede la decostruzione dei miti sociali che stigmatizzano le persone con disabilità.

È prioritario smantellare sia il mito dell’asessualità, che infantilizza l’individuo negandone i desideri, sia il mito dell’ipersessualità, che patologizza le espressioni erotiche naturali considerandoli aggressive o incontrollabili.

Inoltre, risulta indispensabile adattare la formazione affettivo-sessuale garantendo l’accessibilità cognitiva, fisica e sensoriale attraverso strumenti quali la lettura facilitata, i pittogrammi, i modelli tattili e i sistemi di comunicazione aumentativa.

Questi adattamenti metodologici consentono di trasmettere in modo comprensibile contenuti relativi al consenso, alla prevenzione degli abusi, alla geografia corporea e all’affettività.

Democratizzando l’accesso alle in


modello sociale della disabilita e diritti sessuali secondo la convenzione delle nazioni unite

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?