Infezioni virali: HPV oncogenico, herpes genitale ed epatite B

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Trascrizione  Infezioni virali: HPV oncogenico, herpes genitale ed epatite B


Papillomavirus umano (HPV) ad alto rischio oncogenico

Il papillomavirus umano penetra nell’organismo attraverso microlesioni tissutali prodotte durante il contatto intimo, raggiungendo lo strato basale dell’epitelio mucoso. Dopo la penetrazione cellulare, il genoma virale si integra nel nucleo dell’ospite.

Le varianti con elevato potenziale oncogenico, preva lentemente i tipi sedici e diciotto, sintetizzano le oncoproteine virali E6 ed E7.

Queste molecole bloccano sistematicamente le proteine soppressive dei tumori primarie, come la proteina p53, che regolano il ciclo cellulare e la riparazione genetica.

Di conseguenza, le cellule infette perdono la capacità di autodistruzione programmata, subendo una proliferazione incontrollata e un accumulo di anomalie cromosomiche.

Nel corso di un processo silenzioso che dura dai dieci ai quindici anni, questo danno cellulare continuo evolve da lievi displasie a neoplasie invasive nella cervice uterina, nella vulva, nella zona anale e nella cavità orofaringea.

Herpes genitale e meccanismi di latenza virale

L’infezione da virus dell’herpes simplex, causata dai tipi virali uno o due, si trasmette attraverso l’esposizione diretta alle mucose o alle lesioni attive.

L’agente patogeno penetra nelle cellule epiteliali provocando recidive caratterizzate da vescicole eritematose dolorose, che successivamente si ulcerano.

Dopo la fase sintomatica primaria, l’agente virale migra attraverso le fibre nervose sensoriali fino a stabilire una latenza somatica permanente nei gangli delle radici dorsali del sistema nervoso periferico.

Il virus rimane latente fino a quando fattori scatenanti quali lo stress, l’immunosoppressione o squilibri ormonali ne riattivano la replicazione, provocando recidive sintomatiche.

Sebbene la patologia risulti incurabile a causa di questa integrazione neurotropica, la somministrazione soppressiva di farmaci antivirali specifici riesce ad accorciare la durata degli episodi clinici, ad alleviare il disagio locale, ad accelerare la cicatrizzazione e a ridurre significativamente il rischio di trasmissione ai partner sessuali.

Virus dell’epatite B (HBV) e complicanze epatiche

Il virus dell’epatite B è un agente patogeno altamente infettivo che si diffonde per via parenterale e attraverso i fluidi corporei durante i rapporti sessuali non protetti.

Una volta entrato nel flusso sanguigno, l’agente presenta un tropismo specifico verso gli epatociti, innescando una risposta infiammatoria immunitaria che danneggia progressivamente il tessuto epatico.

La maggior parte delle infezioni negli adulti ha un decorso asintomatico o lieve, ma una percentuale dei pazienti sviluppa quadri clinici acuti con ittero, astenia e coluria.

La principale gravità clinica risiede nella persistenza dell’agente nell’organismo, che porta a una cronicizzazione che favorisce lo sviluppo a lungo termine di cirrosi o carcinoma epatocellulare.

A differenza di altre patologie virali, è disponibile un vaccino profilattico altamente efficace che immunizza la popolazione, oltre a trattamenti antivirali mirati a controllare la replicazione e a prevenire danni parenchimali irreversibili.

Sintesi

Il papillomavirus umano oncogenico infetta le cellule basali e integra il proprio materiale genetico, esprimendo proteine virali che inattivano i meccanismi di soppressione tumorale. Questa alterazione favorisce divisioni cellulari anomale che conducono a processi cancerogeni.

Il virus dell’herpes simplex provoca recidive ulcerose epiteliali e una successiva latenza neurologica permanente nei gangli sensoriali. Sebbene si tratti di un’infezione incurabile con riattivazioni periodiche, il trattamento farmacologico antivirale riesce a sopprimere i sintomi e la trasmissione.

L’epatite B infetta gli epatociti attraverso la trasmissione sessuale o parenterale, potendo diventare cronica e provocare cirrosi o carcinoma epatico. La sua prevenzione si basa su una vaccinazione efficace, mentre gli antivirali controllano la replicazione virale.


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