Trascrizione Caso di studio 4: Prevenzione degli abusi nelle adolescenti sorde con la Lingua dei Segni
Contesto e diagnosi della vulnerabilità linguistica
L’analisi specialistica degli abusi sessuali nella popolazione adolescenziale sorda richiede di comprendere come la privazione linguistica aumenti drasticamente la vulnerabilità della vittima.
In questo scenario clinico, una studentessa sorda di quindici anni, che utilizza la Lingua dei Segni come lingua primaria, subiva palpeggiamenti inappropriati e baci non consensuali da parte di un allenatore sportivo.
L’aggressore ricorreva alla coercizione psicologica e alla manipolazione affettiva, imponendo un patto di silenzio basato sulla presunta incapacità della minorenne di comunicare o di essere creduta dagli adulti.
Durante un percorso formativo sull’educazione affettivo-sessuale, è stata rilevata una grave assenza di segni tecnici nel repertorio comunicativo della minorenne per indicare l’anatomia genitale reale, il consenso affermativo e le diverse tipologie di violenza.
Questa barriera comunicativa impediva alla minorenne di identificare formalmente l’aggressione, mantenendola in una condizione di indifesa che perpetuava la violenza subita nel suo ambiente quotidiano.
Attivazione delle norme e intervento sessuologico adattato
Di fronte alla rivelazione esplicita dell’abuso, sono stati immediatamente attivati i protocolli legali di protezione dell’infanzia, notificando la situazione alle autorità giudiziarie.
Come misura cautelare indispensabile, si è proceduto all’allontanamento cautelare del presunto aggressore e si è fornito alla vittima un accompagnamento psicologico specializzato.
Contemporaneamente, è stato elaborato e attuato un piano di intervento sessuologico adattato, guidato da una professionista in sessuologia e da una mediatrice sorda.
La strategia pedagogica ha dato priorità al sostegno emotivo, alla destigmatizzazione dell’aggressione e allo smantellamento dei sentimenti di colpa interiorizzati.
Allo stesso modo, è stato rafforzato il principio della sovranità sul proprio corpo, insegnando che nessun adulto ha il diritto di violare l’intimità né di esigere la custodia di segreti maliziosi.
Questo approccio multidisciplinare ha garantito un ambiente di sicurezza giuridica ed emotiva, consentendo di ristabilire la fiducia della minorenne e di convalidare pienamente la sua testimonianza durante l’intero procedimento istituzionale condotto dalle autorità.
Elaborazione di strumenti didattici in LSE e risultati
L’aspetto didattico ha previsto l’elaborazione e la diffusione di un glossario specifico in lingua dei segni.
Questo strumento ha fornito segni precisi e non patologizzati per denominare l’anatomia genitale, definire il consenso reciproco e identificare i comportamenti che costituiscono violenza sessuale.
Inoltre, è stata applicata la tecnica del «Cerchio della Fiducia» mediante rappresentazioni grafiche con anelli concentrici colorati, consentendo alla minorenne di identificare le figure adulte in grado di fornirle una protezione efficace in caso di eventuali situazioni di rischio.
La formazione linguistica e interrelazionale ha permesso all’adolescente di rendere testimonianza in sede giudiziaria con piene garanzie di interpretazione, facilitando la condanna del reato.
L’intervento ha eliminato l’ambiente di abuso, ha ripristinato la sicurezza personale della vittima e le ha fornito
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