Trascrizione Abolizione della sterilizzazione forzata e diritto alla maternità/paternità con sostegno
Sradicamento del paradigma eugenetico e della coercizione riproduttiva
Per decenni, la gestione istituzionale della diversità funzionale è stata permeata da un approccio eugenetico e paternalistico.
Questo paradigma giustificava l’intervento diretto sulla capacità riproduttiva delle persone con disabilità, in particolare delle donne con limitazioni intellettuali o psichiche.
Con la scusa di prevenire presunti oneri sociali o di proteggere le stesse utenti, la società ha normalizzato l’applicazione della sterilizzazione forzata e della contraccezione imposta senza un vero consenso informato.
L’eliminazione normativa di queste pratiche coercitive segna una pietra miliare fondamentale nel consolidamento dei diritti umani universali.
Questo progresso legislativo riconosce la sovranità corporea inalienabile di ogni individuo, vietando categoricamente qualsiasi mutilazione chirurgica o procedura medica non desiderata che miri a limitare in modo irreversibile o involontario la fertilità.
In questo modo, viene garantito il rispetto assoluto dell’integrità fisica e dell’autodeterminazione di ogni essere umano in qualsiasi fase della sua vita.
Pieno riconoscimento dei diritti riproduttivi e genitoriali
L’abolizione delle misure eugenetiche apre la strada al pieno riconoscimento del diritto di fondare una famiglia, alla libera scelta in materia di prole e al pieno godimento della salute riproduttiva.
Le persone con disabilità hanno la legittimità giuridica ed etica di decidere consapevolmente il numero e la distanza tra i propri figli.
Storicamente, l’espressione del desiderio di concepire da parte di questa popolazione scatenava una risposta punitiva o la revoca sistematica della custodia sulla base di presunzioni infondate di incapacità di allevare i figli.
Garantire questo diritto implica trasformare i pregiudizi abilisti che infantilizzano gli adulti con disabilità, riconoscendo che il desiderio di amare, prendersi cura e crescere i figli è un aspetto legittimo di un progetto di vita maturo.
La maternità e la paternità delle persone con disabilità devono essere rispettate come espressioni preziose della condizione umana, libere da qualsiasi tutela o giudizio morale e istituzionale socialmente ingiustificato.
Accompagnamento istituzionale e fornitura di sostegno genitoriale
Affinché la maternità e la paternità siano realizzabili ed eque, lo Stato e le istituzioni sociali devono mettere a punto sistemi di accompagnamento adeguati a ogni esigenza.
Il principio di tutela della famiglia non deve tradursi nella revoca automatica della potestà genitoriale, bensì nella fornitura attiva di sostegni genitoriali adeguati.
Tali risorse comprendono la mediazione familiare specializzata, l’assistenza personale a domicilio, la formazione sulle competenze genitoriali attraverso modalità accessibili e l’inclusione in reti comunitarie.
L’intervento professionale deve concentrarsi sul rafforzamento delle competenze dei genitori, garantendo che esercitino le proprie responsabilità nel rispetto della loro sovranità personale.
In que
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