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Tipi di coaching in base al controllo (diretto vs. non diretto)

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Trascrizione Tipi di coaching in base al controllo (diretto vs. non diretto)


Classificazione in base al livello di direzione

Oltre a classificare il coaching in base alla sua area di contenuto o al suo approccio filosofico/psicologico sottostante, un'altra utile distinzione si basa sul livello di controllo o direzione che il coach esercita durante il processo.

Questa classificazione si concentra sul grado in cui il coach interviene fornendo suggerimenti, consigli o indicazioni dirette rispetto al grado in cui incoraggia l'esplorazione e la scoperta completamente autonome da parte del coachee.

Comprendere questa distinzione aiuta a sfumare il ruolo del coach e ad adattare lo stile di intervento alle esigenze particolari del cliente e alla fase del processo in cui si trova.

In sostanza, possiamo distinguere tra un coaching più direttivo e uno meno direttivo.

Coaching diretto: fornire orientamento

Il coaching diretto è caratterizzato dal fatto che il coach assume un ruolo più attivo nel fornire una guida.

In questo approccio, il coach non si limita strettamente a porre domande e facilitare la riflessione, ma può anche fornire consigli, suggerimenti e persino un orientamento più esplicito riguardo al percorso che ritiene più adeguato seguire per il coachee.

Questo stile può essere utile in situazioni in cui il cliente parte da un livello molto basso di autoconsapevolezza o di competenze nell'area su cui lavorare, o quando è necessaria una struttura più chiara per avviare il processo.

Tuttavia, un eccesso di direzione può limitare lo sviluppo dell'autonomia del cliente e creare una dipendenza dal coach, il che contravviene a uno dei principi fondamentali del coaching.

Coaching non diretto: promuovere l'autonomia

Al contrario, il coaching non diretto è più in linea con la filosofia centrale del coaching, che cerca di promuovere la massima autonomia degli individui.

In questo approccio, il coach si astiene deliberatamente dal dare consigli, soluzioni o indicazioni dirette.

Il suo ruolo si concentra esclusivamente sul facilitare il processo di autoesplorazione e scoperta di sé del coachee attraverso domande potenti, ascolto attivo e feedback riflessivo.

Si ripone piena fiducia nella capacità del cliente di trovare le proprie risposte e progettare le proprie strategie.

Il tipo di coaching considerato più puro e, a lungo termine, più vantaggioso per l'empowerment del cliente è quello non diretto, poiché promuove la responsabilità, la creatività e l'autoefficacia del coachee.

Contestualizzare la scelta dell'approccio

Sebbene il coaching non diretto sia spesso l'ideale, la scelta tra un approccio più o meno direttivo non è sempre dicotomica e può dipendere dal contesto.

È vero che in alcuni casi può essere necessaria una fase iniziale di coaching più diretto.

Ciò è particolarmente rilevante quando il coachee parte da un comportamento molto lontano dall'autonomia personale o manca degli strumenti di base per strutturare il proprio pensiero o la propria azione. In questi casi, una guida iniziale può servire come impalcatura temporanea.

Tuttavia, l'obiettivo finale dovrebbe sempre essere quello di passare a un approccio non diretto il più presto possibile.

Ciò consente al coachee di appropriarsi veramente del proprio processo e di sviluppare la capacità di affrontare le proprie sfide in modo indipendente.

L'abilità del coach risiede nel sapere quando e come adeguare il livello di direzione per servire al meglio lo sviluppo del cliente.

Sintesi

La classificazione in base al controllo si basa sul livello di direzione o guida che il coach esercita durante il processo. Questo aiuta ad adattare lo stile di intervento alle esigenze del cliente.

Il coaching diretto è caratterizzato da un ruolo più attivo del coach, che può fornire consigli e suggerimenti espliciti. Può essere utile con clienti con scarsa consapevolezza di sé, anche se comporta il rischio di dipendenza.

Il coaching non diretto è in linea con la filosofia centrale, astenendosi dal fornire soluzioni dirette. Si concentra sul facilitare l'autoscoperta e promuovere la massima autonomia del cliente, essendo l'approccio più puro e benefico.


tipi di coaching in base al controllo diretto vs non diretto

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