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Distinzione chiave: cosa non è il coaching

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Trascrizione Distinzione chiave: cosa non è il coaching


Delimitare la pratica professionale

Una volta esplorate diverse definizioni di coaching, è altrettanto fondamentale differenziare chiaramente ciò che non è.

Questa distinzione è fondamentale a causa di una problematica crescente nella professione: la comparsa di molte persone che adottano il titolo di "coach" senza aderire alla metodologia e ai principi fondamentali di questa disciplina.

Confondere il coaching con altre pratiche non solo ne diluisce il valore, ma genera anche aspettative errate nei clienti.

Comprendere queste differenze protegge sia il professionista che il coachee, assicurando che il coaching venga utilizzato quando è lo strumento adeguato e non come sostituto di altri interventi necessari.

Il coaching non è dare consigli né essere un confessore

Contrariamente a quanto si crede comunemente, il coaching non consiste nel dare consigli. Il coach non è un esperto che impone soluzioni al coachee.

L'essenza del coaching risiede nel facilitare un processo di auto-scoperta, in cui è il cliente stesso a trovare le proprie risposte e a progettare le proprie strategie. Non è nemmeno compito del coach agire come un amico o un confessore.

Sebbene il rapporto sia basato sulla fiducia e sull'empatia, mantiene una struttura professionale incentrata sul raggiungimento degli obiettivi e sullo sviluppo delle potenzialità, non semplicemente sullo sfogo emotivo o sul sostegno sociale informale.

Il coach utilizza una metodologia specifica per guidare la riflessione e l'azione del cliente.

Il coaching non è formazione, consulenza o terapia

Allo stesso modo, è importante distinguere il coaching dalla formazione o dalla tenuta di conferenze.

Mentre la formazione si concentra sulla trasmissione unidirezionale di conoscenze o abilità specifiche, il coaching è un processo interattivo in cui l'apprendimento nasce dal coachee stesso, guidato dalle domande e dagli strumenti del coach. Non si tratta di trasferire conoscenza, ma di facilitarla.

Allo stesso modo, non è consulenza, dove un esperto analizza un problema e propone soluzioni concrete.

Non è nemmeno una terapia psicologica; sebbene possa toccare aspetti emotivi, il coaching si concentra sul presente e sul futuro per il raggiungimento degli obiettivi e non affronta patologie psicologiche né esplora in profondità il passato come farebbe la terapia.

Esistono molte professioni che erroneamente si mascherano sotto l'etichetta di coaching, ma è fondamentale riconoscere che questa disciplina possiede una metodologia e un approccio unici incentrati sulla crescita personale guidata.

Sintesi

È fondamentale differenziare il coaching da altre pratiche per proteggerne il valore ed evitare aspettative errate nei clienti. Esiste il problema dei professionisti che utilizzano il titolo senza aderire alla metodologia fondamentale.

Il coaching non consiste nel dare consigli né nell'agire come un confessore; il coach non impone soluzioni, ma facilita il processo di auto-scoperta del cliente. Mantiene una struttura professionale incentrata sul raggiungimento degli obiettivi.

Non è nemmeno formazione (non trasferisce conoscenze in modo unidirezionale) né consulenza (non propone soluzioni esperte). E, cosa fondamentale, non è terapia; si concentra sul presente/futuro e non affronta patologie.


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