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Coaching vs. Terapia: Approcci e responsabilità

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Trascrizione Coaching vs. Terapia: Approcci e responsabilità


Delimitare gli ambiti di azione

Quando ci si addentra nel mondo del coaching, è fondamentale comprenderne le differenze rispetto ad altre discipline che mirano anch'esse al miglioramento dell'individuo, tra cui la terapia psicologica è una delle più rilevanti e con cui spesso viene confuso.

Sebbene entrambe condividano l'obiettivo generale di aiutare le persone, i loro approcci, le loro metodologie e i loro ambiti di applicazione differiscono in modo significativo.

Stabilire queste distinzioni è fondamentale sia per il professionista che per il cliente, assicurando che si ricorra all'intervento adeguato in base alle esigenze specifiche della persona.

Il coaching e la terapia operano da quadri concettuali diversi e affrontano problematiche diverse.

Approccio principale e concezione del cliente

La differenza più evidente risiede nel focus dell'intervento. Il coaching è principalmente incentrato sul guidare le persone verso il raggiungimento dei loro obiettivi futuri e lo sviluppo del loro potenziale.

Non considera il cliente come una persona "malata" o affetta da una patologia che deve essere curata.

Al contrario, la terapia si concentra specificamente su problemi psicologici che spesso sono classificati come patologie o disturbi.

Il suo obiettivo principale è alleviare il disagio psichico, trattare le condizioni diagnosticate e, spesso, esplorare le radici passate delle difficoltà presenti.

Il coaching parte dal presupposto che il cliente sia funzionale e cerchi di ottimizzare le proprie prestazioni o il proprio benessere, mentre la terapia affronta disfunzioni o disturbi psicologici significativi.

Sviluppo delle competenze e responsabilità

Un'altra distinzione fondamentale si osserva nel modo in cui vengono affrontate le competenze e la responsabilità.

Nel coaching, si parte dal presupposto che il cliente (coachee) è la persona responsabile dello sviluppo delle proprie competenze e della ricerca delle proprie soluzioni.

Il coach agisce come un facilitatore, una guida che accompagna e fornisce strumenti, ma la responsabilità ultima del processo e dei risultati ricade sul coachee.

Nella terapia, invece, sebbene venga incoraggiato il coinvolgimento del cliente, lo sviluppo delle competenze e il superamento dei problemi sono spesso concepiti come un processo congiunto tra terapeuta e cliente.

Il terapeuta può assumere un ruolo più direttivo in determinati momenti o proporre interpretazioni e strategie basate sulla sua conoscenza esperta del problema.

Definizione degli obiettivi e riconoscimento dei risultati raggiunti

Infine, anche la definizione degli obiettivi e il riconoscimento dei successi differiscono.

Nel coaching, il cliente ha tutto il merito per il raggiungimento dell'obiettivo che si è prefissato.

Gli obiettivi sono definiti dal coachee (con l'aiuto del coach per chiarirli) e il successo è misurato in base al proprio raggiungimento.

Nella terapia, sebbene sia possibile stabilire degli obiettivi, l'obiettivo terapeutico è spesso stabilito o co-stabilito dal terapeuta, sulla base della diagnosi e delle esigenze cliniche.

Il terapeuta svolge un ruolo attivo nel guidare il cliente verso il raggiungimento di tale obiettivo terapeutico, condividendo in qualche modo la responsabilità del risultato del trattamento.

Sintesi

Il coaching si concentra principalmente sul guidare le persone verso il raggiungimento di obiettivi futuri e lo sviluppo del loro potenziale, partendo dal presupposto che il cliente sia funzionale.

La terapia, invece, si concentra sui problemi psicologici, trattando le patologie ed esplorando le radici passate delle difficoltà.

Nel coaching, il cliente è responsabile dello sviluppo delle proprie competenze e della ricerca delle proprie soluzioni; il coach è un facilitatore. Nella terapia, il professionista può avere un ruolo più direttivo, condividendo la responsabilità del risultato del trattamento.


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