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Coaching vs. Mentoring: Esperienza e ruolo del professionista

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Trascrizione Coaching vs. Mentoring: Esperienza e ruolo del professionista


Un'altra importante distinzione: il ruolo dell'esperienza

Oltre a differenziare il coaching dalla terapia, dalla consulenza e dalla formazione, è fondamentale distinguerlo dal mentoring.

Sebbene entrambe le pratiche, coaching e mentoring, condividano l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di una persona, differiscono sostanzialmente nel ruolo che gioca l'esperienza specifica del professionista nell'area di lavoro del cliente.

Questa differenza definisce la natura della relazione e gli strumenti predominanti utilizzati in ciascun caso.

Comprendere questa distinzione aiuta a scegliere il tipo di accompagnamento più adatto a seconda che si desideri sviluppare competenze trasferibili o acquisire conoscenze specifiche di un campo attraverso l'esperienza altrui.

Conoscenza specifica dell'area: coach vs. mentore

Nel coaching, il professionista non ha necessariamente bisogno di possedere conoscenze o esperienze dirette nell'area di lavoro specifica del cliente.

Questo perché il coach utilizza strumenti e metodologie (come domande potenti, ascolto attivo, feedback) che sono trasferibili e che si basano fondamentalmente sulla conoscenza e sull'esperienza che il cliente ha del proprio settore.

Il coach aiuta il cliente a esplorare le proprie risorse e a trovare le proprie soluzioni.

Al contrario, nel mentoring, il mentore è solitamente una persona con una vasta esperienza e conoscenza accumulata proprio nel campo di attività del cliente (o mentee).

La guida offerta dal mentore si basa direttamente sul proprio know-how e sulla propria esperienza in quell'area specifica.

Ad esempio, un coach potrebbe aiutare un manager a migliorare la sua gestione del tempo senza essere un esperto nel suo settore, mentre un mentore sarebbe probabilmente un manager più esperto dello stesso settore.

La trasmissione dell'esperienza: evitata vs. fondamentale

Questa differenza nella base di conoscenze si traduce nel modo in cui viene gestita l'esperienza personale del professionista durante il processo.

Nel coaching, è importante che il coach eviti attivamente di mettere sul tavolo la propria esperienza o le proprie soluzioni.

Il motivo è che ciò potrebbe "contaminare" il processo, influenzando le riflessioni del cliente o limitando la sua capacità di trovare le proprie risposte autentiche. L'attenzione è rivolta alla scoperta autonoma del coachee.

Nel mentoring, la dinamica è opposta: la trasmissione dell'esperienza vissuta dal mentor al cliente è un elemento fondamentale e centrale della relazione.

Ci si aspetta che il mentore condivida i propri insegnamenti, consigli pratici, errori commessi e strategie di successo, attingendo al proprio percorso per accelerare lo sviluppo del mentee in quel campo specifico.

Ruoli complementari, non esclusivi

In sintesi, mentre il coach agisce come un facilitatore esperto nel processo di apprendimento e cambiamento, indipendentemente dal contenuto specifico, il mentore agisce come una guida esperta all'interno di un particolare ambito.

Il coaching si concentra sul liberare il potenziale interno del cliente attraverso domande e riflessione, mentre il mentoring si concentra sul trasferimento di saggezza e conoscenza pratica basata sull'esperienza.

È importante notare che, sebbene diversi, questi ruoli non sono necessariamente esclusivi e, in alcuni contesti, una persona può aver bisogno di entrambi i tipi di supporto in momenti diversi del proprio sviluppo.

Sintesi

La differenza fondamentale tra coaching e mentoring è il ruolo dell'esperienza specifica del professionista nell'area di lavoro del cliente. Il coach non ha bisogno di una conoscenza diretta del settore del cliente.

Il mentore è solitamente una persona con una vasta esperienza e conoscenza nel campo di attività del cliente. La guida che offre si basa direttamente sul proprio know-how e sul proprio percorso professionale.

Nel coaching, si evita attivamente di mettere sul tavolo l'esperienza personale del coach per non "contaminare" il processo. Il mentore, invece, ha come funzione centrale la trasmissione di quell'esperienza vissuta.


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