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Breve storia del termine [coaching]: dall'Ungheria al mondo imprenditoriale

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Trascrizione Breve storia del termine [coaching]: dall'Ungheria al mondo imprenditoriale


L'origine ungherese e il trasporto

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, le origini etimologiche del termine "coaching" non si trovano inizialmente nell'ambito sportivo o aziendale, ma nell'Ungheria del XVI secolo.

Nello specifico, in un piccolo villaggio del nord chiamato Kocs, nacque un innovativo servizio di carrozze.

Queste carrozze, note come kocsi szekér (carro di Kocs), erano famose per essere più veloci e comode di quelle esistenti, in grado di trasportare più passeggeri contemporaneamente e di funzionare secondo orari prestabiliti.

La parola ungherese kocsi (pronunciata "cochi"), che si riferisce a questa carrozza, è diventata la radice del termine.

Questa associazione iniziale collega la parola all'idea di trasportare persone da un luogo all'altro, una metafora che risuonerà nella successiva evoluzione del concetto di coaching come processo che porta gli individui dal loro stato attuale a uno stato desiderato. Il kocsi rappresentava un mezzo efficace per facilitare un viaggio o uno spostamento.

Espansione in Europa e nuovi contesti

Questo efficiente servizio di carrozze ungherese non tardò a guadagnare popolarità e ad espandersi in altre parti d'Europa. Giunto in Francia, il termine fu adattato foneticamente come coche.

Successivamente, il servizio e la parola furono adottati in Gran Bretagna, dove si evolvettero in coach.

Curiosamente, in Gran Bretagna, l'attività di guidare queste carrozze divenne addirittura una forma di attività ludica e competitiva, con gare di velocità tra diversi conducenti.

A partire da questa associazione con il trasporto e la guida (sia letterale che competitiva), il termine coach iniziò gradualmente ad essere utilizzato in altri contesti.

Tuttavia, mantenne sempre un legame, almeno metaforico, con l'idea di guidare, dirigere o trasportare qualcuno verso una destinazione o una prestazione migliore.

Dal mondo accademico a quello sportivo

La parola coach ha trovato nuovi significati in ambito educativo e sportivo.

Nelle università inglesi, il termine coach iniziò a essere utilizzato per indicare il professore o il tutor incaricato di orientare e guidare gli studenti di un corso specifico, aiutandoli a "trasportare" le loro conoscenze e abilità verso il successo accademico.

Successivamente, soprattutto negli Stati Uniti tra gli anni '50 e '60, il termine si è consolidato saldamente nel campo sportivo. Un coach è diventato, e continua ad essere oggi, l'allenatore di una squadra o di un atleta.

Nel corso del tempo, in questo ambito sportivo, si è riconosciuta l'importanza di un allenamento che andasse oltre il puro aspetto fisico, incorporando anche l'allenamento emotivo e mentale.

Si è constatato che un approccio olistico all'allenamento sportivo portava a risultati significativamente migliori nelle competizioni rispetto a un approccio esclusivamente fisico.

Il salto nel mondo aziendale e l'attuale diversificazione

Infine, negli anni '80, il termine coaching ha fatto il salto dal mondo dello sport a quello aziendale.

Le organizzazioni hanno iniziato a cercare modi per sviluppare le competenze dei propri dipendenti e dirigenti, concentrandosi sull'eccellenza, il superamento dei limiti e la competitività, concetti molto presenti nel coaching sportivo. Da quel momento in poi, l'espansione del coaching è sembrata non avere limiti.

Ha smesso di essere una metodologia esclusiva dello sport o dell'azienda per diversificarsi enormemente.

Oggi esistono innumerevoli approcci e specializzazioni, come il coaching relazionale, educativo, professionale (esecutivo, di gruppo), di vita (life coaching) e persino spirituale, tra molti altri.

Questa evoluzione riflette l'adattabilità del concetto centrale di accompagnare qualcuno in un processo di sviluppo e raggiungimento degli obiettivi.

Sommario

Il termine "coaching" ha le sue origini nel XVI secolo a Kocs, in Ungheria, dove un innovativo carro (kocsi szekér) era noto per trasportare rapidamente le persone da un luogo all'altro. Questa origine è metaforicamente correlata all'idea di portare qualcuno dal suo stato attuale a uno stato desiderato.

La parola è stata adattata in Europa, diventando coach in Gran Bretagna. Successivamente è stata utilizzata nelle università inglesi per indicare il tutor che guidava lo studente al successo accademico. In seguito si è consolidata nel campo sportivo.

Infine, negli anni '80, è passato dallo sport al mondo aziendale per sviluppare l'eccellenza nei dipendenti e nei dirigenti. Oggi esiste una grande diversificazione di specializzazioni, come il life coaching o l'executive coaching.


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