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Definizione e portata della disciplina

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Trascrizione Definizione e portata della disciplina


Il coaching come catalizzatore non direttivo del potenziale

Il coaching educativo si definisce fondamentalmente per ciò che non fa: non istruisce, non consiglia e non impone.

Si tratta di un processo di accompagnamento professionale progettato per liberare il potenziale latente di una persona al fine di massimizzarne le prestazioni.

A differenza dell'insegnamento tradizionale, che spesso si concentra sul riempire un contenitore vuoto di informazioni, il coaching parte dal presupposto socratico che la conoscenza e la capacità di risoluzione risiedono già nell'individuo.

Il ruolo del coach non è quello di un esperto che trasferisce la sua saggezza, ma quello di un facilitatore che crea un ambiente sicuro e stimolante dal punto di vista intellettuale, in cui lo studente può ascoltare se stesso. Questo approccio non direttivo è fondamentale perché promuove l'autonomia.

Quando uno studente trova da solo la soluzione a un problema accademico o personale, l'apprendimento viene integrato in modo molto più profondo rispetto a quando la soluzione gli viene fornita da una figura autoritaria.

Il processo si concentra sul presente e sul futuro, aiutando lo studente a tracciare un ponte tra dove si trova ora e dove vuole arrivare.

È uno strumento di empowerment che trasforma la passività in proattività, consentendo all'individuo di assumere il controllo del proprio processo educativo e vitale.

Differenze fondamentali rispetto ad altre discipline di supporto

È fondamentale distinguere il coaching da altre modalità di intervento come la terapia, il mentoring o la consulenza, poiché i suoi obiettivi e le sue metodologie sono diversi.

La terapia si concentra sulla salute mentale, spesso esplorando il passato per guarire ferite o disfunzioni emotive.

Il coaching, invece, lavora con persone sane che cercano di migliorare le loro prestazioni o raggiungere obiettivi specifici; non cerca di "curare", ma di "ottimizzare".

Mentre la terapia chiede "perché" (cercando la causa), il coaching chiede "per cosa" (cercando lo scopo).

D'altra parte, il mentoring implica che una persona con più esperienza guidi un'altra con meno esperienza, trasferendo le proprie conoscenze e i propri consigli.

Nel coaching, l'esperienza del coach nella materia dello studente è irrilevante; ciò che conta è la sua competenza nel processo di indagine.

Infine, la consulenza offre soluzioni tecniche a problemi specifici, mentre il coach aiuta il cliente a generare le proprie soluzioni.

Comprendere questi confini è essenziale per applicare lo strumento in modo etico ed efficace nell'ambiente scolastico, evitando intrusioni e assicurando che ogni intervento abbia l'inquadramento adeguato alle esigenze dello studente.

Sintesi

Il coaching educativo è un processo non direttivo progettato per liberare il potenziale latente dell'individuo. Non istruisce né consiglia, ma facilita un ambiente per massimizzare le prestazioni personali.

A differenza dell'insegnamento tradizionale, parte dal presupposto che la conoscenza risiede già nello studente. Il coach agisce come un facilitatore che promuove l'autonomia e la proattività.

Il processo si concentra sul presente e sul futuro, aiutando a tracciare ponti verso obiettivi specifici. È uno strumento di empowerment che trasforma lo studente nel protagonista della propria vita.


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