Trascrizione Ritiro e transizioni di carriera
L'impatto esistenziale del ritiro
Il ritiro sportivo è senza dubbio l'evento più traumatico e determinante nella biografia di un atleta d'élite.
Spesso viene descritta psicologicamente come una "morte sociale", poiché comporta la perdita improvvisa e simultanea di molteplici pilastri fondamentali: l'identità pubblica, lo status sociale, la routine quotidiana strutturata e la cerchia di appartenenza. Il coaching in questa fase si orienta verso un approccio esistenziale e profondo.
Non si tratta solo di pianificazione finanziaria o lavorativa, ma di accompagnare la persona in un vero e proprio "processo di lutto strutturale".
Il coach convalida e normalizza le emozioni di perdita, consentendo all'ex atleta di elaborare la fine della sua carriera agonistica senza cadere in comportamenti a rischio o depressioni reattive gravi.
Le fasi del lutto sportivo
Utilizzando il modello di Kübler-Ross adattato allo sport, il coach aiuta l'atleta a navigare attraverso le inevitabili fasi del cambiamento: negazione ("posso ancora tornare"), rabbia ("il club mi ha tradito"), negoziazione, depressione e, infine, accettazione.
Il pericolo sta nel rimanere bloccati nella fase di rabbia o depressione, idealizzando il passato e rifiutando il presente.
Il coach funge da ancora di realtà e supporto emotivo, evitando che la crisi di identità diventi cronica.
Molti atleti soffrono di una "identità unidimensionale"; hanno dedicato così tanto tempo allo sport che credono di valere solo per i loro risultati.
Quando lo sport scompare, sentono che scompaiono anche loro. Il lavoro consiste nel smantellare questa convinzione limitante.
Ricostruzione dell'identità e trasferimento del talento
L'intervento chiave è la ricostruzione dell'identità e la "mappatura dei talenti". Il coach guida l'individuo a riconoscere che le competenze che lo hanno portato al successo nello sport - la resilienza, la disciplina, la capacità di lavorare in squadra, la gestione della pressione - sono abilità trasversali molto apprezzate nel mondo aziendale e sociale.
Si tratta di cambiare la narrativa interna: passare dal dire "sono un ex calciatore" (definizione di ciò che non si è più) al dire "sono una persona con capacità di leadership e strategiche che ha giocato a calcio".
Trasferendo il capitale psicologico dello sport alla nuova vita civile, il ritiro non è più visto come una fine assoluta, ma viene riconsiderato come l'inizio di una nuova fase di alto rendimento in un contesto diverso.
Sommario
Il ritiro dallo sport è un evento traumatico che comporta una morte sociale per perdita di identità. Il coach accompagna questo processo di lutto strutturale con un approccio profondo.
È fondamentale attraversare le fasi di negazione, rabbia e accettazione per evitare depressioni gravi. Il lavoro consiste nello smantellare la convinzione di possedere un'identità sportiva unidimensionale.
La ricostruzione dell'identità consente di trasferire il capitale psicologico dello sport al mondo imprenditoriale. Il ritiro viene così ridefinito come l'inizio di una nuova fase di successo.
ritiro e transizioni di carriera