Trascrizione Resistenza al cambiamento e zone di comfort
La paura come meccanismo di difesa
Per guidare una trasformazione efficace in un atleta o in una squadra, è fondamentale comprendere la natura del cambiamento umano.
Molti atleti, nonostante desiderino migliorare i propri risultati, sono inibiti da una profonda e inconscia paura di modificare le proprie routine.
Il cambiamento implica entrare in un territorio sconosciuto, e il cervello umano è progettato evolutivamente per preferire la sicurezza di ciò che è conosciuto, anche se insoddisfacente.
È comune trovare resistenze verbalizzate come "sono sempre stato così e non mi è andata poi così male" o "questo è il mio modo di essere".
Queste frasi non sono verità immutabili, ma scudi protettivi contro la vulnerabilità che implica l'apprendimento di qualcosa di nuovo.
La resistenza come segno di progresso
Un concetto fondamentale nella psicologia del coaching è che la comparsa di resistenza non è un segno di fallimento, ma di successo incipiente.
Ogni cambiamento imminente genera automaticamente una forza opposta di uguale intensità; è una legge quasi fisica della psiche umana.
Quando un atleta inizia a trovare scuse, ad arrivare in ritardo o a lamentarsi di una nuova metodologia, è la prova evidente che sta uscendo dalla sua zona di comfort. È il primo segno reale che il sistema è costretto ad evolversi.
Il coach esperto non combatte questa resistenza frontalmente, ma la riconosce e la convalida come parte necessaria del processo di crescita.
Dal rifiuto alla comprensione profonda
La gestione di questa resistenza richiede un cambiamento di ruolo da parte dell'atleta e dell'allenatore.
Bisogna smettere di agire come una "fotocopiatrice" che si limita a ripetere vecchi schemi senza metterli in discussione, per diventare uno "scanner" che analizza e comprende l'origine di queste difese.
Bisogna ascoltare la resistenza: quale beneficio nascosto ottiene l'atleta dal non cambiare? Quale paura cerca di evitare?
Spesso l'atleta non cambia perché lo "stato attuale" gli offre una sicurezza (anche se è la sicurezza del reclamo) che teme di perdere.
Il coaching aiuta a identificare le risorse necessarie per passare allo "stato desiderato" riducendo al minimo la percezione di minaccia.
L'obiettivo è trasformare l'energia che l'atleta spende per resistere in energia disponibile per l'azione e il miglioramento tecnico.
Sommario
Il cambiamento genera paura perché costringe il cervello ad abbandonare la sicurezza di ciò che è conosciuto. Molti atleti resistono inconsciamente al cambiamento delle routine, utilizzando scuse come scudi protettivi personali.
La comparsa della resistenza è, in realtà, un segno di progresso e di successo incipiente. Indica che l'atleta si sta muovendo fuori dalla sua zona di comfort, costringendo il sistema evolutivo.
Il coach deve convalidare questa resistenza per comprendere quali paure o benefici nascosti la sostengono. Identificando queste risorse, l'energia difensiva si trasforma in azione positiva e miglioramento.
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