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Il modello GROW in profondità

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Trascrizione Il modello GROW in profondità


La struttura sequenziale del cambiamento

Il modello GROW è senza dubbio lo strumento di strutturazione delle sessioni più diffuso ed efficace nella preparazione mentale d'élite.

Il suo acronimo in inglese (Goal, Reality, Options, Will/What) traccia una mappa logica che guida la conversazione dalla confusione iniziale all'azione concreta.

La prima fase, Goal (Obiettivo), stabilisce ciò che l'atleta vuole raggiungere nella sessione o nella stagione, assicurando una chiara focalizzazione.

La seconda, Reality (Realtà), invita a un'analisi obiettiva della situazione attuale, spogliando il racconto di giudizi di valore.

La terza, Options (Opzioni), stimola la creatività per trovare percorsi alternativi, rompendo la visione a tunnel.

Infine, Will (Volontà) concretizza il piano d'azione, definendo il "cosa", "quando" e "come" dell'impegno.

Flessibilità nell'applicazione del modello

Sebbene l'ordine logico suggerisca di iniziare dall'obiettivo, la realtà del coaching sportivo a volte richiede flessibilità.

In situazioni in cui l'atleta arriva sopraffatto dai problemi o con un approccio molto negativo (ad esempio, una squadra in crisi di risultati), cercare di definire immediatamente un obiettivo positivo può risultare forzato o poco realistico. In questi casi, è strategicamente valido iniziare esplorando la Realtà.

Permettendo all'atleta di descrivere la sua situazione attuale ("le cose vanno male", "abbiamo molti punti deboli"), si convalida il suo stato.

Successivamente, il contrasto tra la realtà descritta e il desiderio di cambiamento può fungere da molla motivazionale per definire l'Obiettivo con maggiore chiarezza e urgenza.

Il coach deve avere la sensibilità di adattare il modello allo stato emotivo del cliente, senza applicare lo strumento in modo robotico.

La fase critica dell'impegno (Will/What)

Il modello GROW culmina e acquista senso nella sua ultima sigla: Will (Volontà) o What (Cosa si farà). Questa fase trasforma la riflessione in un impegno tangibile.

Non basta esplorare le opzioni; l'atleta deve sceglierne una e impegnarsi a seguirla.

Qui si definiscono le domande operative: "Qual è la prima azione che metterai in pratica?", "Quando inizierai?", "A chi chiederai aiuto?". Senza questa concretezza, la sessione rimane una chiacchierata piacevole ma sterile.

Il successo di questa fase risiede nella determinazione dell'atleta a eseguire l'azione scelta, passando dall'intenzione al comportamento osservabile sul campo di gioco.

Sommario

Il modello GROW è lo strumento di strutturazione più efficace nella preparazione mentale d'élite. Il suo acronimo guida la conversazione dall'obiettivo iniziale all'azione concreta.

Questa metodologia richiede flessibilità per adattarsi allo stato emotivo dell'atleta, consentendo di esplorare la realtà prima di definire gli obiettivi. Il coach evita di applicare lo strumento in modo robotico.

La fase finale trasforma la riflessione in un impegno tangibile attraverso domande operative sull'inizio dell'azione. Senza questa concretizzazione, la sessione risulterebbe sterile e inefficace.


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