Trascrizione Etimologia e metafora del trasporto
Dalla carrozza ungherese al concetto moderno
L'etimologia della parola "coach" è rivelatrice e contiene in sé la descrizione del lavoro.
Il termine deriva dalla parola ungherese kocsi (pronunciata "cochi"), che prende il nome dalla città di Kocs.
Nel XV secolo, questa città divenne famosa per la produzione di un tipo speciale di carrozza: più comoda, più veloce e con un sistema di sospensioni superiore alle altre. Era chiamata "la carrozza di Kocs".
Pertanto, il termine originale non si riferiva a una persona, ma a un veicolo di eccellenza progettato per trasportare le persone da un punto di partenza a un punto di destinazione nel modo più efficiente possibile.
Questa metafora rimane intatta ancora oggi: il coaching è il veicolo che trasporta l'atleta da dove si trova a dove vuole arrivare.
L'evoluzione accademica in Inghilterra
La parola si diffuse in Europa e, durante il XIX secolo, trovò una nuova nicchia nelle università inglesi, come Oxford.
Nel gergo studentesco, il termine "coach" iniziò ad essere utilizzato per designare i tutor privati.
Perché? Perché gli studenti sentivano che questi tutor li "accompagnavano" o li "trasportavano" attraverso le difficoltà degli esami finali, proprio come una carrozza trasporta un viaggiatore su un terreno difficile.
Qui, il termine acquisisce la sua connotazione di accompagnamento intellettuale e preparazione mentale, allontanandosi dalla mera istruzione accademica per concentrarsi sul successo del risultato.
Il salto all'atletica e la definizione dei ruoli
Fu solo alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX che il termine entrò formalmente nel campo dello sport.
Inizialmente, era usato per descrivere la persona che dirigeva la strategia tecnica. Tuttavia, con il tempo, si è verificata una necessaria distinzione.
Oggi comprendiamo che, mentre un allenatore si occupa dei muscoli e della tecnica, il "coach" si occupa della persona che muove quei muscoli.
La metafora della carrozza ci ricorda la nostra etica professionale: il coach non è il protagonista del viaggio, né colui che sceglie la destinazione, né colui che compie lo sforzo fisico di avanzare; il coach fornisce la struttura sicura ed efficiente affinché il viaggiatore (l'atleta) possa concentrarsi esclusivamente sulla prestazione e sul raggiungimento del suo obiettivo.
Sommario
La parola deriva dal termine ungherese "kocsi", una carrozza con sospensioni superiori progettata per viaggiare. Rappresenta un veicolo di eccellenza che trasporta le persone in modo efficiente dal punto di partenza alla destinazione desiderata.
Nel XIX secolo, gli studenti di Oxford chiamavano "coach" i loro tutor privati. Sentivano che queste guide li accompagnavano attraverso le difficoltà accademiche per garantire il successo finale.
Oggi, il coach sportivo si occupa della persona, mentre l'allenatore gestisce la tecnica. Il professionista fornisce la struttura sicura affinché l'atleta possa impegnarsi e progredire.
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