Trascrizione Definizione ed essenza dell'accompagnamento
Concettualizzazione del processo riflessivo e creativo
Il coaching sportivo è definito, nella sua essenza più profonda, come un sofisticato processo di accompagnamento che si distingue per essere riflessivo e profondamente creativo.
La sua missione non è semplicemente quella di correggere errori tecnici, ma di massimizzare il potenziale personale e professionale dell'atleta in modo integrale.
A differenza dell'insegnamento tradizionale o dell'allenamento sportivo convenzionale, dove il flusso di informazioni è unidirezionale (dall'esperto che sa all'allievo che ignora), il coaching opera secondo una premessa diversa.
Non si concentra sull'istruzione tecnica diretta o sulla correzione meccanica del gesto, ma sulla facilitazione.
Il coach agisce come un catalizzatore che, attraverso strumenti di comunicazione avanzati, permette all'individuo di scoprire le proprie soluzioni, risorse e strategie interne che forse erano rimaste latenti o bloccate.
Si tratta di risvegliare la saggezza interiore del corpo e della mente dell'atleta, partendo dal presupposto che è lui a conoscere meglio le proprie sensazioni, anche se a volte non sa interpretarle
Il divario di rendimento e il potenziale dinamico
La ragion d'essere di questa disciplina risiede nell'identificazione e nella chiusura del "divario di rendimento".
Questo divario è la distanza, a volte dolorosa e frustrante, che esiste tra lo stato attuale dell'atleta (dove si trova, quali risultati ottiene oggi) e lo stato desiderato (dove vuole arrivare, quali traguardi vuole raggiungere).
Il coaching stabilisce un rapporto di collaborazione, un'alleanza strategica, per costruire un ponte tra le due realtà.
Fondamentalmente, questa metodologia sfida la vecchia visione del talento come qualcosa di statico o genetico.
Si basa sulla ferma convinzione che il talento sia una capacità dinamica ed espansiva.
Non è un deposito fisso, ma una qualità che può crescere in modo esponenziale se si applicano le leve adeguate di autoconsapevolezza e responsabilità.
L'obiettivo non è solo quello di migliorare un tempo cronometrico isolato, ma di trasformare completamente la mentalità con cui l'atleta affronta sia l'allenamento quotidiano che la pressione delle competizioni di alto livello.
Basi scientifiche: prestazioni e interferenze
Questo approccio non è esoterico, ma ha una solida base scientifica che attinge alla psicologia umanistica e alle teorie dell'apprendimento esperienziale.
Si basa sull'equazione fondamentale del "Gioco Interiore", che postula che la Prestazione è uguale al Potenziale meno le Interferenze (R=P−I).
In quest'ottica, il lavoro del coach non consiste tanto nell'aggiungere più potenziale fisico (che è compito del preparatore atletico), quanto nell'eliminare o ridurre drasticamente le interferenze interne.
Queste interferenze sono le paure, i dubbi, l'eccessiva autocritica e i blocchi mentali che impediscono al talento di fluire in modo naturale.
Eliminando queste barriere interne, l'atleta non ha bisogno di sforzarsi di più per migliorare, ma semplicemente smette di autosabotarsi, permettendo alle sue capacità di emergere con fluidità.
Sommario
Il coaching sportivo è un processo sofisticato e creativo che cerca di massimizzare il potenziale dell'atleta. Non si tratta di un'istruzione tecnica unidirezionale, ma di una facilitazione che risveglia la saggezza interiore latente.
Agisce come un catalizzatore avanzato, consentendo allo sportivo stesso di scoprire soluzioni e strategie personali. L'obiettivo principale è colmare il divario di rendimento tra lo stato attuale e gli obiettivi.
Questa metodologia considera il talento come una capacità dinamica ed espansiva. Si basa su fondamenti scientifici per eliminare le interferenze mentali, consentendo all'abilità naturale di emergere con fluidità e totale fiducia.
definizione ed essenza dellaccompagnamento