Trascrizione Il vero impatto della comunicazione non verbale: la regola del 7-38-55
Oltre le parole: la vera composizione del messaggio
Spesso poniamo un'enfasi sproporzionata sulla scelta delle parole, credendo che in esse risieda tutto il potere del nostro messaggio.
Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che la comunicazione verbale rappresenta solo una piccola parte del significato che il nostro interlocutore percepisce.
Ricerche come quelle condotte dallo psicologo Albert Mehrabian nel 1968 rivelano una distribuzione sorprendente dell'impatto comunicativo: solo il 7% del messaggio viene trasmesso dalle parole che pronunciamo. Il restante 93% del significato proviene da canali non verbali.
Questo ci costringe a ripensare il modo in cui intendiamo la comunicazione, riconoscendo che la maggior parte di ciò che trasmettiamo non viene detto, ma mostrato.
Ignorare questo fatto significa trascurare la parte più influente delle nostre interazioni e limitare drasticamente la nostra capacità di entrare in contatto con gli altri e di essere compresi in modo efficace.
Il potere del "come": l'influenza del tono e del linguaggio del corpo
La famosa regola del 7-38-55 suddivide quel 93% non verbale in due componenti cruciali. Il 38% dell'impatto del nostro messaggio dipende dal paralinguaggio, ovvero dal modo in cui pronunciamo le parole.
Ciò include il tono di voce, il ritmo, il volume e l'intonazione, elementi che fungono da veicolo emotivo per il contenuto verbale.
Il restante 55%, la parte più consistente, corrisponde al linguaggio del corpo. Questo comprende i nostri gesti, la postura, l'espressione facciale e il contatto visivo.
La conclusione è chiara e inequivocabile: non è tanto importante ciò che diciamo, quanto il modo in cui lo diciamo.
Un semplice esempio lo illustra perfettamente: la frase "sei un idiota" pronunciata con un tono aggressivo e serio è un insulto diretto.
Tuttavia, la stessa frase detta con tono affettuoso e un sorriso diventa un segno di complicità e affetto, cambiando completamente il messaggio ricevuto.
Implicazioni pratiche: perché padroneggiare il linguaggio non verbale è fondamentale
Comprendere la regola del 7-38-55 ha implicazioni pratiche immense. Significa che per essere comunicatori efficaci, dobbiamo prestare un'attenzione deliberata alla nostra comunicazione non verbale, che spesso opera in modo inconscio.
Se il nostro linguaggio del corpo (il 55%) o il nostro tono di voce (il 38%) contraddicono le nostre parole (il 7%), l'interlocutore darà sempre più credibilità ai segnali non verbali.
Ad esempio, se qualcuno dice "sono felice" con le spalle curve e una voce spenta, il suo linguaggio del corpo rivela la verità del suo stato emotivo, invalidando le sue parole.
Pertanto, la strada verso una comunicazione magistrale non consiste solo nell'arricchire il nostro vocabolario, ma anche nello sviluppare una profonda consapevolezza della nostra postura, dei nostri gesti, del nostro sguardo e della nostra voce.
Allineare queste tre componenti - verbale, vocale e visiva - è la vera chiave per trasmettere messaggi coerenti, credibili e genuinamente efficaci, garantendo che la nostra intenzione sia recepita con assoluta chiarezza.
Sommario
Tendiamo a dare un'importanza sproporzionata alla scelta delle parole, credendo che in esse risieda tutto il potere del messaggio. Tuttavia, la comunicazione verbale rappresenta solo una piccola parte del significato percepito.
Ricerche, come quelle dello psicologo Albert Mehrabian, rivelano che solo il 7% del messaggio viene trasmesso dalle parole. Il restante 93% del significato proviene dai canali di comunicazione non verbali.
La famosa regola del 7-38-55 suddivide questo 93% non verbale in due componenti chiave. Il 38% dipende dal paralinguaggio (tono, ritmo) e il restante 55% corrisponde al linguaggio del corpo, dimostrando la sua enorme influenza.
il vero impatto della comunicazione non verbale la regola del 7 38 55