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Tattiche specifiche: ritenzione e banalizzazione

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Trascrizione Tattiche specifiche: ritenzione e banalizzazione


Tecniche di "blocco e deviazione", dimenticanza selettiva e negazione di fatti evidenti

Per eseguire efficacemente il gaslighting, i manipolatori utilizzano un arsenale di tattiche retoriche progettate per frustrare la comunicazione e disorientare.

Una delle più comuni è la ritenzione, in cui l'aggressore finge di non capire ciò che la vittima dice o si rifiuta di ascoltare, utilizzando frasi come "non so di cosa stai parlando" o "stai confondendo di nuovo le cose", costringendo la persona a dubitare della propria capacità di esprimersi.

Un'altra tattica è il controbattere, che consiste nel mettere direttamente in discussione la memoria della vittima riguardo a un evento specifico, spesso inventando nuovi dettagli o chiedendo se fosse sobria o attenta in quel momento.

Viene anche utilizzato il blocco e la deviazione, una manovra per cambiare bruscamente argomento o mettere in discussione la validità dei pensieri della vittima, evitando così di affrontare il problema reale o il comportamento abusivo del manipolatore.

Queste tecniche mirano a sfinire la vittima, facendola sentire che cercare di chiarire i fatti è un esercizio inutile e confuso.

Accusare la vittima di essere "troppo sensibile" o instabile

La banalizzazione è forse lo strumento più emotivamente invalidante.

Quando la vittima reagisce a un comportamento offensivo o a una bugia, il manipolatore non affronta il fatto, ma la reazione.

La vittima viene accusata di essere "troppo sensibile", di "fare un dramma per nulla" o di "esagerare".

Questa strategia minimizza i sentimenti e i bisogni della persona, facendola sentire come se le sue emozioni fossero difettose o sproporzionate.

Nelle fasi avanzate, il manipolatore introduce dubbi diretti sulla stabilità mentale della vittima.

Frasi come "ultimamente dimentichi molte cose", "quello che dici non ha senso" o suggerimenti sul fatto che abbia bisogno di riposo o di aiuto professionale servono a delegittimare qualsiasi reclamo futuro.

Se l'aggressore riesce a convincere la vittima (e talvolta anche chi la circonda) che è lei ad essere "irrazionale" o "instabile", si assicura l'impunità, poiché qualsiasi accusa contro di lui sarà respinta come frutto di una mente disturbata.

Sintesi

Usano tattiche come fingere di non capire o negare i fatti ("blocco e deviazione") per frustrare la comunicazione e sfinire la vittima. Mettono in discussione la memoria della persona per invalidare le sue affermazioni e generare confusione.

La banalizzazione minimizza i sentimenti, accusando la vittima di essere "troppo sensibile" o esagerata di fronte a comportamenti offensivi. Questo fa sentire alla persona che le sue emozioni sono difettose o sproporzionate.

Nelle fasi avanzate, mettono direttamente in discussione la stabilità mentale della vittima per delegittimare qualsiasi accusa futura. Se convincono l'ambiente circostante che la vittima è "irrazionale", assicurano la propria impunità.


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