Trascrizione Sfruttamento del bias di conferma
Alimentare credenze preesistenti per evitare il pensiero critico
Il cervello umano ha una naturale avversione alla contraddizione interna e alla dissonanza cognitiva.
Quando ci troviamo di fronte a informazioni che sfidano le nostre convinzioni fondamentali, proviamo disagio e ansia.
Per evitare questo, la mente tende a cercare, interpretare e ricordare selettivamente solo quelle informazioni che confermano ciò che già pensiamo, un fenomeno noto come bias di conferma.
I manipolatori sfruttano questa vulnerabilità non cercando di convincere la vittima con fatti nuovi, ma alimentando e rafforzando le sue convinzioni preesistenti.
Se una persona ha già un'inclinazione o un sospetto, il manipolatore le fornirà "prove" fabbricate o distorte che convalidano quell'idea, sapendo che la vittima le accetterà senza critiche perché le fanno sentire che "aveva ragione".
Ad esempio, nelle vendite o in politica, non si cerca di educare il bersaglio; gli si dice esattamente ciò che vuole sentire per allineare il messaggio alla sua visione del mondo.
Confermando la realtà soggettiva della persona, si guadagna la sua immediata fiducia e si disattivano i suoi meccanismi di difesa logica.
Creazione di camere di risonanza e convalida dell'identità per impiantare idee
Lo sfruttamento di questo pregiudizio è potenziato dal controllo dell'ambiente informativo.
Se un manipolatore riesce a isolare la vittima in una "camera di risonanza" dove riceve solo informazioni che sostengono una specifica ideologia, la sua percezione della realtà diventerà immutabile.
Questo si osserva nelle dinamiche dei gruppi radicali o nelle fedeltà estreme a un marchio, dove qualsiasi critica esterna viene automaticamente scartata come un attacco malintenzionato, rafforzando la coesione del gruppo di fronte al "nemico".
Una tattica avanzata consiste nel collegare la convinzione manipolata all'identità personale della vittima.
Inquadrando un'idea non come una semplice opinione, ma come un tratto distintivo di chi è la persona (ad esempio, facendo appello al suo patriottismo, alla sua intelligenza o alla sua bontà), il manipolatore assicura che qualsiasi attacco a quell'idea sia percepito come un attacco personale.
L'uso della ripetizione costante di messaggi chiave, anche se falsi, finisce per consolidare queste convinzioni impiantate come verità assolute nella mente del bersaglio, poiché il cervello tende a confondere la familiarità con la veridicità.
Sommario
I manipolatori sfruttano l'avversione alla contraddizione alimentando le convinzioni preesistenti della vittima invece di discuterle. Forniscono prove distorte che convalidano ciò che la persona già pensa per guadagnarsi la sua fiducia.
Si creano delle "camere di risonanza" in cui la vittima riceve solo informazioni che sostengono una certa ideologia, rendendo la sua percezione immutabile. Qualsiasi critica esterna viene automaticamente scartata, rafforzando la coesione di fronte ai presunti nemici.
Collegano le convinzioni manipolate all'identità personale, facendo sì che qualsiasi attacco all'idea sia percepito come un attacco personale. La ripetizione costante consolida queste idee impiantate come verità assolute nella mente.
sfruttamento del bias di conferma