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Rilevamento del gaslighting nell'ambiente circostante

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Trascrizione Rilevamento del gaslighting nell'ambiente circostante


Segnali di allarme interni: confusione costante e scuse eccessive

Identificare il gaslighting richiede un'onesta autoanalisi delle proprie reazioni e del proprio stato emotivo, piuttosto che limitarsi a osservare l'aggressore.

Il segnale più evidente è una persistente sensazione di confusione; la vittima sente che qualcosa non va, ma non è in grado di articolare cosa sia, dubitando costantemente delle proprie convinzioni e credenze quando è in presenza del manipolatore. Un altro sintomo rivelatore è il bisogno compulsivo di scusarsi.

Se una persona si ritrova a chiedere scusa continuamente, anche per cose che non ha fatto o semplicemente per occupare spazio, o se si scopre che inventa scuse davanti a terzi per giustificare il comportamento scorretto del proprio partner o capo, è altamente probabile che sia vittima di questa tecnica.

L'erosione della fiducia nel proprio giudizio porta la vittima a consultare o verificare mentalmente ogni decisione con la "realtà" del manipolatore prima di agire, perdendo la propria autonomia intellettuale.

Indicatori nelle relazioni personali e lavorative

In ambito lavorativo, il gaslighting può manifestarsi attraverso dinamiche di potere distorte.

Un capo o un collega può dare un'istruzione chiara e, quando il lavoro viene consegnato, negare di aver dato quell'ordine o affermare che era stato richiesto qualcosa di diverso, facendo apparire il dipendente come incompetente.

Se un dipendente sente che i suoi sinceri sforzi di comunicazione vengono sistematicamente deviati verso discussioni sul suo carattere o sulla sua memoria piuttosto che sul lavoro stesso, è un segnale d'allarme di manipolazione.

Nelle relazioni personali, un indicatore chiave è la discrepanza tra parole e azioni, accompagnata da una categorica negazione di tale discrepanza.

Se una discussione su un problema specifico finisce invariabilmente con la vittima che si sente in colpa per un problema altrui o che dubita della propria sanità mentale ("mi stai facendo impazzire"), ci si trova di fronte a uno scenario di manipolazione attiva.

Riconoscere questi schemi, in cui la realtà diventa fluida e dipendente dall'umore di un'altra persona, è il primo passo per rompere il ciclo di controllo.

Sommario

L'individuazione richiede un'autoanalisi; un segnale chiaro è la confusione persistente e l'incapacità di articolare cosa non va. La vittima dubita costantemente delle proprie convinzioni quando è vicino al manipolatore.

Un altro segnale di allarme è il bisogno compulsivo di scusarsi, anche per cose che non ha fatto, o di inventare scuse per l'aggressore. La persona perde la propria autonomia intellettuale e verifica la propria realtà con il manipolatore prima di agire.

Sul lavoro, questo si manifesta quando negano di aver dato istruzioni chiare, facendo sembrare il dipendente incompetente. A livello personale, le discussioni su problemi reali finiscono con la vittima che si sente in colpa per la propria reazione.


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