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La proiezione psicologica come arma

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Trascrizione La proiezione psicologica come arma


Trasferimento di responsabilità: accusare la vittima degli errori del manipolatore

La proiezione, in senso clinico, è un meccanismo di difesa in cui una persona attribuisce agli altri i propri sentimenti o difetti inaccettabili.

Tuttavia, nella psicologia oscura, la proiezione diventa una tattica offensiva deliberata.

L'obiettivo è trasferire la responsabilità delle azioni negative del manipolatore alla vittima.

Le persone con tratti oscuri hanno un'incapacità patologica o un rifiuto strategico di assumersi la colpa dei propri errori; invece, cercano attivamente un "capro espiatorio" nel loro ambiente. Questa tecnica permette all'aggressore di ripulire la propria immagine mentre sporca quella di un altro.

Ad esempio, un individuo infedele o sleale accuserà con veemenza il proprio partner di tradirlo, mostrando gelosia e sospetti infondati.

Allo stesso modo, un capo incompetente o inaffidabile rimprovererà i propri dipendenti per la loro mancanza di impegno o per i ritardi, proiettando la propria incapacità professionale.

In questo modo, il manipolatore non solo evita le conseguenze delle proprie azioni, ma pone la vittima in una posizione di inferiorità morale, costringendola a giustificarsi per colpe che non ha commesso.

Meccanismi di difesa e attacco preventivo per evitare di rendere conto delle proprie azioni

La meccanica alla base della proiezione aggressiva segue il principio secondo cui "la miglior difesa è un buon attacco". Per evitare di essere scoperto o confrontato, il manipolatore attacca per primo.

Lanciando un'accusa preventiva, riesce a distogliere l'attenzione dal proprio comportamento e mette la vittima sulla difensiva.

Mentre la persona innocente spende le sue energie cercando di dimostrare la propria integrità o spiegando di non essere colpevole, il manipolatore è riuscito a spostare il focus della conversazione. Inoltre, questa tattica funge da scudo contro future recriminazioni.

Se il manipolatore accusa la vittima di essere "bugiarda" o "tossica" fin dall'inizio, qualsiasi tentativo successivo da parte della vittima di segnalare il comportamento abusivo del manipolatore sembrerà una semplice ritorsione o un atto di vendetta poco credibile.

Saturando l'ambiente con false accuse, si crea una narrazione in cui la verità viene diluita e la vittima, esausta e confusa, spesso finisce per accettare la colpa solo per porre fine al conflitto.

Sommario

Il manipolatore trasferisce la responsabilità dei propri errori accusando la vittima dei propri fallimenti. Cerca attivamente un capro espiatorio per ripulire la propria immagine mentre infanga quella altrui.

Agiscono in modo preventivo attaccando per primi per evitare di rendere conto delle proprie azioni e mettere la vittima sulla difensiva. Lanciando accuse false, distolgono l'attenzione dal proprio comportamento ed evitano di essere scoperti.

Se accusano la vittima di essere "tossica" o "bugiarda" fin dall'inizio, qualsiasi difesa successiva sembra una vendetta. Questo crea una narrazione in cui la verità viene diluita e la vittima cede.


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