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Il superumano e il solista: il peso dell'autosufficienza

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Trascrizione Il superumano e il solista: il peso dell'autosufficienza


Conferma attraverso il superlavoro

Questo punto fonde due profili che condividono una radice comune: la necessità di dimostrare il proprio valore attraverso prestazioni eccessive.

Il "Superumano" (o Superuomo/Superdonna) opera nella convinzione di dover essere la persona più laboriosa, disponibile e capace della stanza in ogni momento.

Ritiene che la sua semplice presenza non sia sufficiente; deve giustificare il proprio posto assumendosi più responsabilità di quelle che gli spettano, spesso coprendo il lavoro degli altri.

Questo comportamento è un meccanismo compensatorio per combattere un sentimento sottostante di "falsità": lavorano il doppio per dimostrare di meritare il posto che occupano.

Vivono in uno stato di ansia costante, misurando il loro valore in base al numero di ore lavorate o ai compiti portati a termine, convinte che se rallentano il ritmo, tutta la loro facciata crollerà.

La paura dell'aiuto come segno di debolezza

L'aspetto del "Solista" aggiunge un ulteriore livello di isolamento a questo comportamento. Per questo profilo, il successo conta solo se raggiunto senza l'aiuto di nessuno.

Chiedere aiuto, risorse o anche solo chiarimenti non è percepito come una mossa intelligente, ma come una confessione di incompetenza o frode.

Rifiutano la collaborazione perché credono di dover sapere e fare tutto da soli affinché il risultato sia legittimo.

Questo crea un circolo vizioso: accettano carichi di lavoro impossibili (Superumano) e si rifiutano di delegare o chiedere supporto (Solista).

Anche quando ricevono aiuto non richiesto o utilizzano risorse esterne, si sentono in colpa e non si attribuiscono il merito del risultato finale, sentendo di aver "barato".

Rischio imminente di esaurimento (burnout)

L'incapacità di dire "no" e il rifiuto di ricevere aiuto sono una ricetta sicura per l'esaurimento fisico e mentale.

Queste persone sacrificano i loro bisogni fondamentali, il tempo libero e la salute sull'altare della produttività. Non lavorano per passione, ma per un obbligo autoimposto basato sulla paura.

Il burnout non è visto come un segnale per fermarsi, ma come un altro fallimento personale per non essere abbastanza "forti" da sopportare tutto.

È fondamentale capire che la totale indipendenza è un'illusione e che la vera competenza professionale include la capacità di gestire le risorse umane e sapere quando il carico è eccessivo per una sola persona.

Per rompere questo schema è necessario ridefinire la competenza non come "fare tutto da soli", ma come "assicurarsi che il lavoro venga svolto nel modo più efficiente possibile", il che implica quasi sempre la collaborazione.

Sommario

Il "Superuomo" cerca di dimostrare il proprio valore lavorando più di chiunque altro, sentendo di dover giustificare il proprio posto assumendosi responsabilità eccessive e coprendo il lavoro degli altri per combattere la propria insicurezza.

Da parte sua, il "Solista" percepisce la richiesta di aiuto come un segno di incompetenza; rifiuta la collaborazione e le risorse esterne perché crede che il successo sia legittimo solo se raggiunto da solo.

Questa combinazione di eccessivo carico di lavoro e isolamento porta inevitabilmente all'esaurimento o al burnout; è fondamentale capire che la vera competenza professionale include la capacità di gestire le risorse e accettare il sostegno quando necessario.


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