Trascrizione Autovalutazione e riconoscimento dei segnali
Decodificare il dialogo interno negativo
Per diagnosticare se siamo immersi in questo fenomeno, dobbiamo prestare attenzione al nostro discorso interno, quelle "voci" automatiche che emergono di fronte al successo o alla sfida. È fondamentale identificare le frasi ricorrenti che svalutano i nostri risultati.
Ad esempio, di fronte a un buon risultato, pensi "Sicuramente è stato un errore amministrativo" o "Mi hanno affidato il progetto perché non c'era nessun altro disponibile"?
Un altro indicatore chiaro è la sistematica minimizzazione: "Non è poi così importante, chiunque avrebbe potuto farlo" o "La presentazione è andata bene solo perché il pubblico era gentile, non perché sono stato chiaro".
Questo tipo di pensieri rivela un'incapacità di appropriarsi del merito e una tendenza a cercare spiegazioni esterne che giustifichino il buon esito delle cose, invece di accettare la propria competenza.
Conseguenze tangibili nella carriera professionale
Al di là del disagio emotivo, la sindrome dell'impostore lascia tracce visibili nella carriera professionale.
Un chiaro segnale è l'autolimitazione: rifiutare promozioni o nuove responsabilità per la certezza di non essere all'altezza, nonostante si sia oggettivamente qualificati.
Si manifesta anche in ambito finanziario e negoziale: le persone con questo profilo tendono a non chiedere aumenti di stipendio o ad accettare tariffe inferiori al mercato se sono liberi professionisti, perché sottovalutano il valore reale del proprio lavoro e della propria esperienza.
Inoltre, può portare a una stagnazione volontaria, in cui l'individuo preferisce rimanere in una posizione in cui è sovraqualificato ma si sente "al sicuro", evitando rischi che potrebbero esporlo, il che a lungo termine genera frustrazione e mancanza di progressi.
Mappatura dei fattori scatenanti personali
Il riconoscimento efficace richiede l'identificazione delle situazioni specifiche che agiscono come fattori scatenanti della nostra ansia.
Questi fattori scatenanti variano da persona a persona, ma di solito includono situazioni di valutazione o esposizione.
Può essere il momento di parlare in una riunione di gruppo, dove la paura di dire qualcosa di "sbagliato" provoca silenzio.
Può essere il ricevere un feedback, anche positivo, che genera sospetto o disagio.
Oppure situazioni quotidiane come l'avvio di un nuovo progetto creativo o l'assunzione di un ruolo di leadership.
Effettuando un'analisi di questi momenti, chiedendoci "Dove mi blocco?", "Quali situazioni mi fanno sentire piccolo?", possiamo iniziare a tracciare la mappa della nostra insicurezza e prepararci a gestirla.
Sommario
Per diagnosticare il fenomeno, dobbiamo identificare il dialogo interno negativo e le frasi ricorrenti che svalutano sistematicamente i nostri successi o li attribuiscono a cause esterne a noi.
La sindrome genera conseguenze tangibili come l'autolimitazione professionale, che porta a rifiutare promozioni, evitare negoziazioni salariali o rimanere bloccati in posizioni sicure per paura di non essere all'altezza.
È fondamentale mappare i fattori scatenanti personali, come parlare durante le riunioni o ricevere feedback, per capire quali situazioni specifiche attivano l'ansia e prepararsi a gestirle adeguatamente.
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