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Onorare l'altro

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Trascrizione Onorare l'altro


Il passaggio dalla reificazione all'umanizzazione

Al centro di molte disfunzioni relazionali c'è una posizione filosofica fondamentale: vediamo il nostro partner come un oggetto ("Es") o come una persona ("Tu")? Filosofi e pensatori hanno distinto questi due modi di "essere" nel mondo.

Quando operiamo con la mentalità dell'"Oggetto", vediamo l'altro solo in funzione di come ci influenza: è un ostacolo ai miei piani, un veicolo per i miei desideri o un'irrilevanza.

In questo stato, disumanizziamo il partner; i suoi sentimenti non sono reali per noi, contano solo nella misura in cui ci mettono a disagio o ci compiacciono.

Interagiamo con sospetto, competitività e auto-protezione. Onorare l'altro implica fare un salto quantico verso la mentalità della "Persona" o del "Tu".

Ciò significa riconoscere visceralmente che il partner è un centro di esperienza tanto reale e legittimo quanto il proprio.

Le sue paure, speranze, stanchezza e bisogni hanno lo stesso peso ontologico dei miei.

Quando onoriamo l'altro, smettiamo di vederlo come un avversario in una lotta a somma zero e iniziamo a vederlo come un pari.

Questo atteggiamento cambia tutto: la pazienza aumenta, il giudizio diminuisce e la collaborazione diventa naturale.

Non si tratta solo di essere gentili, ma di una profonda ristrutturazione del modo in cui percepiamo la realtà del prossimo, riconoscendo che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci separa.

La concessione dei diritti fondamentali

Un modo pratico per esercitare questo onore è quello di concedere mentalmente al partner una "Carta dei Diritti" inalienabili. Spesso, nel nostro tentativo di plasmare l'altro, violiamo la sua sovranità.

Onorare significa rispettare attivamente il suo diritto di avere pensieri, sentimenti e desideri diversi dai nostri.

Significa accettare che hanno il diritto di essere stanchi, di avere una brutta giornata, di cambiare idea o di avere priorità diverse, senza che questo sia un attacco personale contro di noi.

Significa conferire loro la dignità di essere padroni della propria esperienza. Questo rispetto include il diritto di scegliere la propria strada e di commettere i propri errori.

Cercando di controllare le decisioni del partner "per il suo bene" (o per nostra comodità), lo trattiamo come un bambino o un subordinato, non come un pari. Onorare implica anche il diritto di essere imperfetti.

Accettare che l'altro sia un essere in evoluzione, con debolezze e difetti, è la forma più alta di rispetto.

Lasciando andare l'esigenza di perfezione e concedendo questi diritti di autonomia e umanità, liberiamo la relazione dalla pressione del controllo e creiamo uno spazio dove l'amore può respirare ed espandersi liberamente.

SINTESI

Onorare il partner richiede di smettere di vederlo come un oggetto che serve o ostacola i nostri scopi, per riconoscerlo come un soggetto completo con una realtà interna valida quanto la propria.

Questo atteggiamento di umanizzazione elimina la competizione e il sospetto, consentendo una connessione basata sull'uguaglianza e sul riconoscimento che i bisogni dell'altro sono legittimi.

Praticare questo onore implica rispettare l'autonomia del partner, i suoi diritti di sentire e scegliere in modo diverso, e accettare la sua imperfezione umana senza cercare di controllarlo o modellarlo a nostro piacimento.


onorare laltro

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