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Cambio di prospettiva

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Trascrizione Cambio di prospettiva


L'identità legata alla visione dell'altro

Esiste un legame indissolubile tra chi siamo in un dato momento e come vediamo la persona che abbiamo di fronte.

La nostra identità non è statica, ma fluisce e cambia a seconda della lente con cui guardiamo l'altro.

Se scelgo di vedere il mio partner come un "nemico" o un "intralcio", inevitabilmente divento una persona difensiva, amareggiata e vittimizzata.

Se, al contrario, scelgo di vederla come un essere umano che lotta con i propri fardelli, mi trasformo in una persona compassionevole e generosa.

Non è possibile separare le due cose: "Io sono il modo in cui vedo l'altro". Questo principio suggerisce che la trasformazione della relazione non inizia cercando di cambiare il comportamento del coniuge, ma cambiando il nostro cuore e il nostro sguardo.

Se sono intrappolato in una visione negativa, interpreterò anche i gesti neutri come offese.

Ad esempio, se vedo il mio partner come "egoista", interpreterò il suo bisogno di riposo come pigrizia maliziosa.

Se cambio la mia lente in quella di "alleato", vedrò quello stesso bisogno come un segno umano di stanchezza che merita sostegno.

Questo cambiamento interno di percezione è ciò che permette di sbloccare situazioni che sembravano vicoli ciechi, poiché modifica la radice delle nostre reazioni emotive.

La scelta consapevole della vita sul veleno

Spesso ci aggrappiamo ai nostri rancori e ai nostri giudizi negativi perché sentiamo che sono "giusti" o che ci proteggono. Crediamo che mantenere la rabbia sia un modo per punire l'altro per i suoi errori.

Tuttavia, aggrapparsi a una prospettiva di vittimismo e rancore equivale a bere veleno sperando che l'altro muoia.

Ci sono storie potenti di persone che, di fronte a gravi tradimenti o profonde delusioni, hanno deciso consapevolmente di lasciar andare l'amarezza, non per liberare l'altro dalla sua responsabilità, ma per liberare se stessi da una vita di risentimento.

Questo cambiamento di prospettiva è una decisione radicale a favore della propria vita e della propria salute mentale.

Implica dire: "Mi rifiuto di lasciare che la mia vita sia definita da ciò che mi è stato fatto; scelgo di definirmi in base a come reagisco".

Rinunciando alla convalida che deriva dall'essere la "vittima offesa" e cercando invece la pace interiore, si rompe il ciclo di tossicità.

Quando smettiamo di alimentare il fuoco dell'indignazione e iniziamo a cercare l'umanità nell'altro (anche se la relazione deve finire), recuperiamo il nostro potere.

La pulizia del nostro sguardo ci permette di vivere liberi dal peso corrosivo dell'odio, aprendo spazio a nuove possibilità di gioia e crescita.

SINTESI

La nostra identità e il nostro stato emotivo dipendono direttamente da come percepiamo il nostro partner; considerarci vittime ci rende esseri amareggiati, mentre guardare con compassione ci nobilita.

Trasformare la relazione richiede un cambiamento della nostra lente interna, smettendo di interpretare azioni neutre come attacchi e scegliendo di vedere l'umanità e le difficoltà dell'altro invece dei soli difetti.

Rinunciare al rancore e all'atteggiamento da vittima non è un regalo per l'offensore, ma un atto di autoconservazione per evitare di vivere avvelenati dall'amarezza e ritrovare la pace personale.


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