Trascrizione Eziologia della candidosi
Identificazione dell’agente fungino
La causa biologica di questo persistente disagio fisico non risiede nella presenza di batteri o virus esogeni, bensì nella proliferazione incontrollata di lieviti microscopici che abitano abitualmente nel nostro stesso organismo.
Questo agente patogeno fungino, che coesiste pacificamente in quantità minime all’interno delle superfici mucose, svolge determinate funzioni simbiotiche fintanto che il nostro sistema immunitario mantiene un rigoroso controllo sulla sua popolazione cellulare.
Tuttavia, questo microrganismo presenta un comportamento estremamente opportunistico.
Di fronte a qualsiasi alterazione sistemica, come l’assunzione prolungata di terapie antibiotiche che annientano i batteri concorrenti, intensi squilibri ormonali o periodi di stress fisiologico estremo, il fungo trova lo scenario perfetto per moltiplicare le proprie colonie in modo esponenziale.
Una volta persi i suoi freni biologici naturali, l’innocuo lievito trasforma la sua natura passiva in un’aggressiva invasione tissutale, riuscendo a colonizzare massicciamente i tessuti epiteliali che prima lo ospitavano senza causare alcun tipo di disturbo medico evidente.
Compromissione degli ecosistemi vaginali
L’ambiente anatomico che subisce le conseguenze più drammatiche di fronte a questa alterazione fungina è, senza dubbio, la flora protettiva del canale vaginale.
Questo ecosistema biologico è caratterizzato dal mantenimento di un equilibrio di acidità estremamente fragile, regolato dalla presenza costante di lattobacilli benefici.
Quando il lievito patogeno inizia la sua fase di riproduzione accelerata, soppianta in modo aggressivo questi microrganismi protettivi naturali, distruggendo completamente l’equilibrio microscopico locale.
Questa enorme proliferazione fungina genera una grave reazione infiammatoria su tutte le pareti mucose interne, rendendole estremamente sensibili, arrossate e soggette a sanguinamento anche in presenza di lievi sfregamenti.
L’iperattività fungina produce inoltre scorie metaboliche cellulari che irritano costantemente le terminazioni nervose superficiali, scatenando una sensazione di bruciore continuo estremamente estenuante per la paziente.
Il ripristino di questo prezioso ambiente protettivo richiede inevitabilmente l’applicazione di potenti formulazioni farmacologiche volte a frenare l’invasione, affinché i microrganismi sani possano ricolonizzare gradualmente tutto il loro habitat anatomico originario.
Sintesi
Questa frequente alterazione infettiva è causata biologicamente da alcuni mi
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