Abbandono del trattamento clinico

Seleziona la lingua :

Devi consentire i cookie di Vimeo per poter visualizzare il video.
Sblocca il corso completo e ottieni la certificazione!

Stai visualizzando il contenuto gratuito. Sblocca il corso completo per ottenere certificato, esami e materiale scaricabile.

*Con l’acquisto del corso ti regaliamo due corsi a tua scelta*

*Scopri la migliore offerta del web*

Trascrizione  Abbandono del trattamento clinico


Interruzione dovuta alla remissione dei sintomi

Il successo di qualsiasi intervento terapeutico risiede nella costanza e nella disciplina con cui il paziente segue le indicazioni mediche prescritte.

Tuttavia, uno dei maggiori fallimenti negli attuali approcci clinici è dovuto all’abbandono prematuro della terapia farmacologica, causato dalla scomparsa precoce dei disturbi organici.

Spesso, all’inizio di un ciclo di terapia con farmaci potenti, le persone provano un sollievo quasi immediato dai dolori fisici acuti, dall’infiammazione dei tessuti o dalle anomalie nelle secrezioni corporee.

Non percependo più questi segnali di allarme, il cervello umano interpreta erroneamente questo miglioramento superficiale come una guarigione cellulare completa.

Sotto questa pericolosa illusione di benessere ritrovato, innumerevoli pazienti decidono in modo unilaterale e arbitrario di sospendere l’assunzione delle dosi rimanenti.

Questa interruzione irresponsabile del trattamento impedisce ai composti chimici di eradicare completamente la carica biologica sottostante.

I microrganismi invasori che riescono a sopravvivere a questo attacco parziale si riorganizzano, moltiplicandosi nuovamente con maggiore aggressività e sviluppando una pericolosa memoria adattativa che li renderà invulnerabili agli stessi farmaci in futuro, complicando enormemente qualsiasi guarigione successiva.

Intolleranza alle reazioni farmacologiche

Parallelamente alla falsa percezione di guarigione, esiste un altro fattore determinante che spinge i pazienti ad abbandonare i loro schemi terapeutici: la profonda intolleranza fisiologica alle reazioni avverse dei farmaci.

Molte terapie di eradicazione microbica richiedono l’uso di composti chimici altamente aggressivi che, pur essendo letali per l’agente patogeno, risultano tossici anche per le cellule sane dell’ospite.

L’assunzione di queste formule potenti scatena spesso una serie di effetti collaterali davvero invalidanti.

I pazienti riferiscono episodi costanti di nausea grave, vomito incontrollabile, vertigini prolungate, estrema stanchezza o dolorose eruzioni cutanee che compromettono drasticamente la loro qualità di vita quotidiana.

Di fronte a questo scenario, in cui il malessere generato dal rimedio stesso supera di gran lunga il disagio originario della patologia, il paziente prende la decisione disperata di interrompere il trattamento per recuperare immediatamente la propria stabilità organica.

Questa mancata aderenza alla terapia dovuta all’intolleranza richiede che gli operatori sanitari forniscano un accompagnamento clinico molto più attento, adeguando i dosaggi o prescrivendo protettori gastrici che attenuino la sofferenza, assicurando così che il paziente riesca a completa


abbandono del trattamento clinico

Ci sono errori o miglioramenti?

Dov'è l'errore?

Cosa c'è che non va?