Trascrizione Terapia strategica e compiti
Progettazione di interventi direttivi e obiettivi
La terapia strategica è caratterizzata dall'essere pragmatica e orientata agli obiettivi. Si presume che il cambiamento avvenga attraverso l'azione, non solo attraverso la comprensione.
Pertanto, una parte fondamentale del processo è la progettazione di compiti o direttive da svolgere tra una sessione e l'altra.
Questi devono essere specifici, misurabili e raggiungibili (criteri SMART), evitando mandati vaghi come "comunicate meglio".
Un compito direttivo tipico potrebbe essere quello di istituire un rituale quotidiano di "quindici minuti di connessione" senza schermi, o concordare che chi cucina non lava i piatti.
Questi interventi mirano a rompere modelli di comportamento radicati introducendo piccole variazioni nella routine.
Il terapeuta deve "vendere" il compito in modo convincente, assicurandosi l'impegno della coppia a eseguirlo.
Interventi paradossali e prescrizione del sintomo
Quando la resistenza al cambiamento è elevata, le direttive logiche possono fallire. È qui che entrano in gioco gli interventi paradossali.
Il più classico è la "prescrizione del sintomo", in cui si ordina alla coppia di compiere volontariamente il comportamento problematico che desiderano eliminare.
Ad esempio, se una coppia litiga incessantemente e in modo caotico, il terapeuta può prescrivere loro: "Dovete avere una discussione obbligatoria di 20 minuti ogni giorno alle 20:00 sui vostri problemi, e non potete interromperla prima che sia trascorso il tempo stabilito".
Rendendo il sintomo (il litigio) un obbligo consapevole, se ne elimina il carattere spontaneo e ribelle.
La coppia spesso scopre che è difficile discutere "per decreto", il che paradossalmente riduce il conflitto o dà loro un senso di controllo su qualcosa che sentivano ingestibile.
L'assurdità del compito spesso rompe il ciclo attraverso l'umorismo o l'esaurimento del modello.
Monitoraggio e adeguamento dei compiti comportamentali
L'assegnazione dei compiti è inutile senza un rigoroso monitoraggio. All'inizio della sessione successiva, è necessario verificare cosa è successo: hanno svolto il compito? Ha funzionato? Quali ostacoli hanno incontrato? Se il compito ha avuto successo, si rafforza il cambiamento e si analizza cosa hanno fatto di diverso.
Se non l'hanno fatto o se è andato male, non si giudica, ma si utilizza come preziosa informazione diagnostica sulle resistenze o sulla mancanza di abilità. Questo ciclo di azione-revisione consente di adeguare la terapia in tempo reale.
Se un compito direttivo fallisce ripetutamente, può indicare che il problema è più profondo o richiede un approccio diverso.
Il processo di revisione dei compiti responsabilizza anche la coppia dei propri progressi, ricordando loro che la terapia avviene principalmente al di fuori dello studio, nella loro vita quotidiana.
Sommario
Questa terapia pragmatica orientata agli obiettivi utilizza compiti specifici da svolgere tra una seduta e l'altra. I compiti devono essere misurabili e mirare a rompere schemi radicati attraverso variazioni concrete della routine.
La prescrizione del sintomo costringe a compiere volontariamente il comportamento problematico per eliminarne la spontaneità. Questo intervento paradossale conferisce un senso di controllo su conflitti precedentemente percepiti come totalmente ingestibili.
Il monitoraggio rigoroso dei compiti fornisce preziose informazioni diagnostiche sulle resistenze o sulle abilità. Responsabilizza i clienti dei propri progressi ricordando loro che il cambiamento avviene principalmente al di fuori di oggi.
terapia strategica e compiti