Trascrizione Psicodramma I: Specchio e Doppio
Tecnica dello Specchio per il feedback visivo non verbale
La tecnica dello Specchio nella psicodrammatizzazione ha la funzione di restituire al protagonista un'immagine oggettiva del suo comportamento, così come viene percepito dagli altri.
Nella terapia di coppia, dove spesso c'è una discrepanza tra ciò che uno crede di trasmettere e ciò che l'altro riceve, questo strumento è rivelatore.
Un "io ausiliario" (che può essere il terapeuta o anche il partner sotto la sua guida) imita con precisione la postura, i gesti e l'espressione facciale del paziente, come un riflesso muto.
Se un paziente dice "Sono sempre disposto ad ascoltare" ma lo dice con le braccia incrociate e la fronte aggrottata, lo "specchio" replica quella postura chiusa.
Vedendosi riflesso dall'esterno, il paziente si confronta con la discrepanza tra la sua immagine di sé e il suo comportamento reale.
Questo genera uno shock di riconoscimento che di solito è più efficace di qualsiasi spiegazione verbale, consentendo di adeguare la comunicazione non verbale in modo che sia coerente con il messaggio desiderato.
Il doppio come voce di ciò che non viene espresso
Il doppio è una tecnica in cui il terapeuta (o un assistente) si posiziona dietro o accanto al paziente, assumendo la sua stessa postura fisica, e verbalizza i pensieri, le emozioni o le verità che il paziente sta provando ma non osa o non sa come esprimere.
Il doppio agisce come un'estensione dell'"io" del paziente, dando voce a ciò che è sottinteso e inconscio.
Ad esempio, se una donna è silenziosa e tesa di fronte a una critica del marito, il terapeuta-doppio potrebbe dire a bassa voce: "Mi sento molto piccola e spaventata quando mi parli con quel tono, e l'unica cosa che voglio è scomparire".
Il paziente ha il potere di accettare ("Sì, è esattamente così") o correggere ("No, non è paura, è rabbia") l'intervento del Doppio.
Questa tecnica convalida l'esperienza interna, fornisce un modello di espressione emotiva e porta alla luce materiale nascosto che è vitale per la risoluzione del conflitto.
Scultura familiare o di coppia
La scultura è una tecnica di azione che permette di rappresentare spazialmente e simbolicamente le relazioni.
A un membro della coppia viene chiesto di "scolpire" la sua visione della relazione, collocando l'altro (e se stesso) in una posizione e in un punto specifico della stanza, senza usare parole, come se fossero statue di argilla.
Se uno sente che la relazione è distante e fredda, potrebbe posizionare il proprio partner all'estremità opposta della stanza, dandogli le spalle.
Se ci si sente soffocati, si potrebbe posizionarlo sopra, coprendogli gli occhi. Una volta creata la scultura statica, si esplora come ci si sente in quella posizione fisica.
Questa rappresentazione visiva e somatica elude le difese intellettuali e mostra in modo innegabile le dinamiche di potere, vicinanza e dolore che operano nel sistema, fungendo da punto di partenza per scolpire poi l'"immagine ideale" o desiderata.
Sommario
La tecnica dello specchio restituisce un'immagine oggettiva del comportamento percepito dagli altri. Il confronto delle discrepanze tra l'immagine di sé e il comportamento reale consente di adeguare la comunicazione non verbale in modo coerente.
Il doppio verbalizza pensieri o emozioni che il paziente non sa esprimere. Agisce come un'estensione dell'io dando voce all'inconscio, convalidando le esperienze interne e fornendo modelli di espressione.
La scultura rappresenta spazialmente e simbolicamente le relazioni senza usare parole. Mostra in modo innegabile dinamiche di potere e dolore, fungendo da punto di partenza per costruire l'immagine ideale desiderata.
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