Trascrizione Concetti di base
Definizione di disturbo parafilico vs. parafilia
Per affrontare la clinica della sessualità atipica, è indispensabile stabilire una chiara distinzione nosologica tra una parafilia e un disturbo parafilico.
Secondo gli attuali manuali diagnostici, un disturbo parafilico è definito dalla presenza di fantasie, impulsi o comportamenti sessuali ricorrenti e intensi che generano angoscia personale o deterioramento in aree vitali e che coinvolgono oggetti inanimati, la propria sofferenza o quella altrui, o persone non consenzienti (come bambini o adulti ignari).
È fondamentale comprendere che la semplice esistenza di un interesse sessuale insolito (una parafilia) non costituisce di per sé una patologia.
Una coppia può incorporare elementi atipici nella propria intimità, come l'uso di determinati accessori o giochi di ruolo, senza che ciò rappresenti un disturbo mentale.
La diagnosi è riservata esclusivamente ai casi in cui il comportamento sessuale diventa invalidante, genera un disagio clinico significativo, influisce sul funzionamento lavorativo o sociale, o supera il limite del danno e della mancanza di consenso nei confronti di terzi.
Criteri di disagio e rischio per terzi
Il confine tra variazione sessuale e disturbo psichiatrico è delimitato da due fattori: la sofferenza soggettiva e il rischio sociale.
Se un individuo ha un interesse sessuale particolare che rimane nell'ambito della fantasia o viene praticato con adulti consenzienti, e questo non genera conflitti interni o problemi legali, non viene diagnosticato un disturbo.
Tuttavia, se questi impulsi sono egodistoni (generano senso di colpa, vergogna o ansia intensa) o compulsivi, entriamo nel campo clinico. Il criterio di rischio per terzi è assoluto.
Indipendentemente dal fatto che l'individuo provi o meno senso di colpa, qualsiasi comportamento sessuale che coinvolga soggetti che non possono dare il loro consenso valido (minori, persone incapaci) o che violi la volontà altrui (come spiare qualcuno) viene automaticamente classificato come patologico a causa del danno potenziale o reale che infligge.
Consenso e funzionalità
Nel lavoro terapeutico, spesso incontriamo pazienti che temono che i loro desideri siano "anormali" a causa di tabù culturali o mancanza di informazioni.
È responsabilità del professionista depatologizzare quei comportamenti che, sebbene poco convenzionali, si basano sul reciproco consenso e sul piacere condiviso.
Se una coppia decide, ad esempio, di utilizzare costumi specifici per eccitarsi nella propria intimità, e questo arricchisce la loro vita erotica senza causare danni, è considerato una variante funzionale della sessualità.
Il problema sorge quando la pratica sessuale diventa rigida e obbligatoria, sostituendo la connessione umana o diventando l'unico mezzo pe
concetti di base