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Approccio umanistico-esistenziale

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Trascrizione Approccio umanistico-esistenziale


L'atteggiamento e l'autenticità del terapeuta come strumento

Nel modello umanistico, la tecnica è secondaria rispetto all'atteggiamento del terapeuta. Si parte dal presupposto che la relazione curativa si basi su un incontro autentico tra esseri umani, spogliato della distanza gerarchica del modello medico tradizionale.

Il terapeuta non si nasconde dietro una rigida "maschera professionale" o un ruolo di esperto distante, ma si presenta come una persona reale, capace di entrare in risonanza emotiva. Ciò implica autenticità e trasparenza.

Se il terapeuta è commosso, lo dimostra; se si sente confuso, lo ammette. Questo modello di umanità permette alla coppia di abbassare le proprie difese.

I consultanti non vengono trattati come "pazienti" o "casi" con patologie, ma come persone in un processo di ricerca e sofferenza vitale.

Il calore, l'accettazione incondizionata e la congruenza sono i veicoli del cambiamento.

L'incontro persona a persona e la reciprocità

La terapia è concepita come un dialogo esistenziale in cui due (o tre) persone si incontrano su un piano di uguaglianza ontologica.

Il terapeuta non è un meccanico che ripara un oggetto guasto, ma un compagno di viaggio esperto.

Questo approccio sottolinea che la crescita è reciproca; in ogni processo terapeutico profondo, non cambia solo il cliente, ma anche il terapeuta. Questa prospettiva depatologizza la sofferenza.

I problemi di coppia non sono necessariamente visti come sintomi di malattia, ma come difficoltà inerenti alla condizione umana e alla convivenza.

Convalidando la loro lotta come qualcosa di legittimo e umano, si riduce la vergogna e si promuove la dignità.

Lo spazio terapeutico diventa un rifugio sicuro dove è possibile esplorare la vulnerabilità senza timore di essere giudicati clinicamente.

Il concetto di autorealizzazione e scelta consapevole

L'obiettivo finale di questo approccio è l'autorealizzazione: aiutare ogni membro della coppia a diventare ciò che potenzialmente può essere.

Si lavora affinché le persone prendano coscienza dei propri desideri e bisogni reali, distinguendoli dai dettami sociali o familiari ("devo fare questo").

L'obiettivo è passare dal "dovere" nevrotico al "volere" autentico. Ciò implica promuovere la responsabilità personale.

I pazienti sono invitati a mettere in discussione le loro scelte automatiche: "Vuoi davvero andare a quella cena di famiglia o ci vai perché senti che è tuo dovere?".

Recuperando la capacità di scegliere consapevolmente, anche nelle piccole cose quotidiane, la persona riacquista la propria autonomia.

Nella coppia, questo si traduce nell'essere insieme per una scelta rinnovata e non per inerzia o paura, consentendo una relazione più viva e meno meccanica.

Sommario

Il modello umanistico privilegia l'atteggiamento e l'autenticità del terapeuta rispetto alla tecnica secondaria. La relazione curativa si basa su un incontro autentico tra esseri umani senza rigide gerarchie mediche.

Il calore e l'accettazione incondizionata depatologizzano la sofferenza umana come difficoltà inerenti alla convivenza. Lo spazio terapeutico offre un rifugio sicuro per esplorare la vulnerabilità senza giudizi esterni.

L'obiettivo è l'autorealizzazione, promuovendo la responsabilità personale e la scelta consapevole degli obiettivi. Aiuta a passare dal dovere nevrotico al desiderio autentico, recuperando l'azione individuale ora e sempre.


approccio umanistico esistenziale

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