Trascrizione Introduzione alla colorimetria personale
Fondamenti scientifici ed effetti ottici
La colorimetria applicata all'immagine personale non si basa su preferenze estetiche soggettive, ma su principi di fisica ottica e biologia.
Il concetto centrale è che la pelle, i capelli e gli occhi possiedono pigmenti naturali (melanina, carotina ed emoglobina) che reagiscono alla luce.
Quando indossiamo un capo di abbigliamento o un accessorio vicino al viso, questo funge da schermo riflettente: riflette la luce verso il viso proiettando la propria lunghezza d'onda.
Se il colore scelto condivide le stesse caratteristiche cromatiche della pigmentazione dell'individuo, si produce un'armonia per ripetizione che ammorbidisce i lineamenti.
L'obiettivo di questa analisi è scoprire la tavolozza biologica del cliente, che rimane immutabile per tutta la sua esistenza.
Sebbene fattori esterni come l'invecchiamento (capelli bianchi) o l'abbronzatura modifichino l'aspetto superficiale, la temperatura basale (fredda o calda) non cambia mai.
L'impatto di una scelta errata è clinicamente visibile: una tonalità dissonante proietterà ombre grigiastre o verdastre nelle zone depresse del viso (come il solco naso-genieno e le occhiaie), accentuerà la texture irregolare della pelle e farà risaltare imperfezioni come macchie o arrossamenti.
Al contrario, la gamma adeguata agisce come un filtro perfezionante istantaneo, definendo l'ovale del viso e illuminando lo sguardo.
Diagnosi preliminare mediante indicatori biologici
Prima di utilizzare gli strumenti tecnici di diagnosi, il professionista deve affinare la sua osservazione per cogliere gli indizi biologici che suggeriscono la temperatura del cliente. Questi indizi aiutano a formulare un'ipotesi iniziale.
Il primo indicatore è la vascolarizzazione visibile: si esamina la parte interna del polso alla luce naturale.
Se la rete venosa appare bluastra o violacea, indica sangue ossigenato sotto un derma con sfumature rosate, tipico delle armonie fredde.
Se, al contrario, le vene appaiono verdastre, si tratta di un effetto ottico generato dal blu della vena filtrato attraverso un'epidermide con un alto contenuto di pigmento giallo (carotina), che indica calore. Un altro indicatore rilevante è la risposta della pelle alle radiazioni ultraviolette.
I dermi che sintetizzano rapidamente la melanina dorata, ottenendo un'abbronzatura intensa e duratura senza passare attraverso una fase di scottatura significativa, appartengono solitamente allo spettro caldo (autunno o primavera).
Al contrario, le pelli che reagiscono con eritema (arrossamento), si infiammano o assumono una tonalità cenere/grigiastra quando si abbronzano, tendono ad allinearsi con lo spettro freddo (inverno o estate).
Viene valutato anche il contrasto naturale: l'intensità della differenza tra il colore dei capelli, della pelle e della sclera dell'occhio.
Sommario
La colorimetria applicata si basa su principi biologici e ottici, secondo cui i pigmenti naturali reagiscono alla luce. Il viso funziona come uno schermo riflettente che proietta lunghezze d'onda.
L'obiettivo è scoprire la tavolozza biologica immutabile del cliente, indipendente dall'invecchiamento. Una tonalità errata accentua macchie e ombre, mentre quella giusta agisce come un filtro perfezionante.
Prima del test tecnico, vengono analizzati indicatori biologici come il colore delle vene e la reazione al sole. Questi dati consentono di formulare un'ipotesi iniziale sulla temperatura basale.
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