Trascrizione Fondamenti della teoria del colore
Definizione fisica di colore, luce e pigmento
Per padroneggiare l'immagine, dobbiamo prima demistificare il concetto di colore. Tecnicamente, il colore non è una proprietà intrinseca degli oggetti fisici, ma una sensazione che si genera quando i raggi di luce colpiscono il nostro sistema visivo.
È un'interpretazione cerebrale dell'energia radiante. Nella nostra professione, è fondamentale distinguere tra due modelli di sintesi.
Da un lato, abbiamo la sintesi additiva (colore luce), utilizzata nei monitor e nella scenografia, dove la somma delle luci genera il bianco.
Tuttavia, noi consulenti d'immagine lavoriamo con la sintesi sottrattiva (colore pigmento o materia), che spiega come i tessuti o il trucco assorbono alcune onde luminose e ne riflettono altre.
Ad esempio, se vediamo una sciarpa color cremisi sotto una luce neutra, non è che il tessuto emetta luce rossa, ma che la sua composizione chimica assorbe tutte le altre lunghezze d'onda e "rifiuta" o riflette solo quella rossa verso i nostri occhi.
Il cerchio cromatico e le sue dimensioni (tonalità, valore, saturazione)
Il cerchio cromatico è lo strumento di navigazione di base per qualsiasi stratega visivo.
Si tratta di una rappresentazione ordinata che nasce dai tre colori primari (pigmenti che non possono essere ottenuti mediante miscelazione): il ciano (o blu), il magenta (o rosso) e il giallo. Da questi deriviamo i colori secondari e terziari.
Tuttavia, per un'analisi approfondita, dobbiamo gestire le tre dimensioni del colore.
In primo luogo, la tonalità (o sfumatura), che è la qualità che ci permette di dare un nome al colore, distinguendo un verde da un viola.
In secondo luogo, il Valore (o luminosità), che definisce quanto un colore è chiaro o scuro a seconda della quantità di bianco o nero che contiene.
E in terzo luogo, la Saturazione (o croma), che si riferisce alla purezza e all'intensità del pigmento; un colore molto saturo è vivo e vibrante, mentre desaturandolo (mescolandolo con il grigio), diventa opaco o tenue.
L'albero dei colori e la tridimensionalità
I modelli piatti a volte sono insufficienti. Per questo motivo utilizziamo sistemi tridimensionali, noti come alberi dei colori, che aggiungono profondità all'analisi.
Immagina un asse centrale verticale che rappresenta la scala dei grigi (neutri), dove il polo superiore è il bianco assoluto e quello inferiore è il nero totale.
I colori più puri e vibranti si trovano nell'anello esterno, il più lontano possibile da questo centro grigiastro.
Man mano che un colore si sposta verso il tronco centrale, perde la sua forza e diventa "grigio" o neutro.
Comprendere questa struttura tridimensionale è fondamentale per capire perché a un cliente non sta bene un "blu reale" (molto saturo/all'esterno dell'albero) ma gli sta bene un "blu acciaio" (desaturato/vicino al centro), anche se entrambi hanno la stessa tonalità di base.
Riepilogo
Il colore non è una proprietà dell'oggetto, ma una sensazione cerebrale provocata dalla luce. Nell'immagine, utilizziamo la sintesi sottrattiva (pigmenti), dove i tessuti assorbono alcune onde e ne riflettono altre.
Il cerchio cromatico organizza i colori primari (ciano, magenta, giallo) e i loro derivati. Per analizzarli, utilizziamo tre dimensioni: Tonalità (nome), Valore (luminosità chiara o scura) e Saturazione (purezza o intensità).
I modelli tridimensionali o alberi di colore spiegano la profondità. I colori puri si trovano all'esterno e si neutralizzano o "ingrigiscono" verso il centro, il che è fondamentale per la scelta personale.
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