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Differenziazione tra fatti e rappresentazioni

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Trascrizione Differenziazione tra fatti e rappresentazioni


Limiti dell'elaborazione sensoriale umana

Per comprendere la genesi di numerosi disaccordi interpersonali, è fondamentale analizzare come il cervello umano assimila la realtà esterna.

Siamo costantemente immersi in un ambiente che bombarda i nostri cinque sensi con una quantità incommensurabile di stimoli.

Le ricerche neuroscientifiche suggeriscono che riceviamo miliardi di frammenti di informazioni ogni giorno, ma il nostro meccanismo biologico ha una capacità di elaborazione cosciente estremamente limitata.

Di fronte a questa enorme discrepanza tra le informazioni disponibili e la capacità di assimilazione, il sistema neurologico è costretto ad applicare un filtro di scarto massiccio.

Ciò significa che, biologicamente, ci è impossibile registrare una scena nella sua totalità oggettiva; la nostra mente taglia la stragrande maggioranza dei dati, catturando solo quegli elementi che riescono a superare la nostra stretta barriera attentiva per formare un'immagine gestibile.

Distorsioni generate dalla storia personale

Il criterio utilizzato dal nostro cervello per decidere quali informazioni scartare e quali conservare non è affatto casuale o imparziale.

Questo filtro selettivo è profondamente condizionato dal nostro sistema di valori, dalle nostre vulnerabilità latenti e dalle nostre esperienze biografiche accumulate.

Di conseguenza, quando assistiamo a un evento, come ad esempio un incidente stradale o una discussione sul posto di lavoro, la registrazione mentale che ne risulta non è un riflesso esatto dei fatti accaduti.

Ciò che archiviamo nella nostra memoria è una rappresentazione interna altamente soggettiva.

Fattori come lo stato d'animo del momento o sensibilità pregresse fanno sì che alcuni dettagli vengano drammaticamente amplificati, mentre altri, forse cruciali per l'altra parte, vengano completamente cancellati dalla nostra coscienza senza che ce ne rendiamo conto.

Abbandonare la certezza assoluta sulla realtà

L'impatto di questo fenomeno cognitivo nell'ambito delle relazioni è sconvolgente. La stragrande maggioranza delle controversie tra coppie o amici si basa sul falso presupposto che la nostra memoria sia una telecamera di sicurezza infallibile.

Le persone discutono animatamente accusando l'altro con totale sicurezza sulla base dei propri ricordi filtrati.

Per raggiungere la maturità comunicativa, è imperativo abbandonare questa rigidità e accettare che esiste un enorme margine di errore nelle nostre interpretazioni.

Accettare che la nostra mappa mentale non rappresenti il territorio oggettivo invita all'umiltà.

Quando sorge una discrepanza su come si è svolta una conversazione, comprendere che entrambe le versioni sono parziali disattiva il conflitto violento, consenten


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